Cosenza, 20 agosto 2018 - Le Gole del Raganello, dove a causa del maltempo hanno perso la vita otto escursionisti travolti dal torrente in piena, sono un canyon lungo 17 chilometri che parte dalla Sorgente della Lamia e si ferma in prossimità dell’abitato di Civita di Castrovillari, in provincia di Cosenza. Alla fine il corso del torrente Raganello diventa meno tortuoso e scorre lungo una valle più aperta, che si mantiene regolare fino alla foce. Una gita impegnativa piena di insidie, senza vie di fuga, consigliata solo agli esperti, ma che costuituisce una attrattiva paesaggistica irresistibile che richiama visitatori a frotte, anche turisti della domenica. 

Calabria, morti escursionisti travolti dalla piena del torrente

L’area del Parco Nazionale del Pollino, al confine tra la Calabria e la Basilicata, è una delle località più frequentate della regione, tappa obbligata per gli appassionati del rafting e della canoa. Nella riserva naturale protetta si accede liberamente. Molti si rivolgono alle guide abilitate, che accompagnano i visitatori lungo il percorso, ma ci sono anche turisti che si organizzano per conto proprio. Il canyon del Raganello viene distinto dagli esperti in due tratti. Le Gole alte, dalla Sorgente della Lamia, scendono fino alla cosiddetta Scala di Barile, nove chilometri da brivido tra balzi, cascate e mulinelli.

Le Gole basse del Raganello, dalla zona Pietraponte, dove si è fermato l’omonimo macigno incastonato tra due pareti verticali, raggiungono la zona sottostante, nei pressi dello spettacolare ponte del diavolo di Civita. Il percorso, otto chilometri, è simile per conformazione a quello superiore, ma più difficoltoso da percorrere, data la maggiore portata dell’acqua e la presenza di punti scoscesi accidentati : la Forra d’Ilice, la Conca degli Oleandri, la Tetra Fenditura, la Frana Ciclopica.