Giovedì 30 Maggio 2024
CLAUDIA MARIN
Economia

Il caso Ariston in Russia. Putin si prende l’impianto. La reazione dell’Italia: convocato l’ambasciatore

Trasferite a Gazprom le attività del gruppo col quartier generale a Fabriano. L’azienda: "Sopresi dalla decisione". Tajani: "Difenderemo le nostre imprese".

Il caso Ariston in Russia. Putin si prende l’impianto. La reazione dell’Italia: convocato l’ambasciatore

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Unione europea e governo Meloni scendono in campo contro la nazionalizzazione della filiale russa di Ariston Group. La decisione di Vladimir Putin contro l’azienda italiana, presa a sorpresa l’altro giorno, appare destinata ad avere conseguenze rilevanti, tanto che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato per i prossimi giorni alla Farnesina l’ambasciatore russo nella Capitale per esprimere la protesta dell’esecutivo: un passo che nella prassi diplomatica ha un valore significativo. E questo mentre da Bruxelles arriva una nota dai toni duri e ultimativi: "Gli interventi di Mosca sono l’ennesima prova del disprezzo della Russia per il diritto e le regole internazionali. Revochi le misure adottate".

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La decisione dello zar del Cremlino è arrivata nella tarda serata di venerdì: Putin ha deciso il trasferimento – sebbene definito "temporaneo" – della filiale russa dell’azienda italiana (insieme alla tedesca Bosch) alla Gazprom Domestic Systems, la società del gruppo statale russo Gazprom produttrice di elettrodomestici.

Immediata la reazione del governo, con Tajani che l’altra sera attacca ("Il governo italiano è al fianco delle imprese, pronto a tutelarle in tutti i mercati internazionali") e ieri mattina fa convocare alla Farnesina l’ambasciatore di Mosca in Italia, Alexey Paramonov, per "chiedere chiarimenti sulla nazionalizzazione" dell’Ariston Thermo Rus Llc, assicurando di lavorare "anche con Bruxelles e in raccordo con la Germania".

Non a caso, a stretto giro, arriva la presa di posizione di Bruxelles, con il Servizio di Azione esterna dell’Ue: "La Russia continua a adottare misure contro le imprese dell’Unione Europea che operano nel Paese. Una società russa, parte del gruppo Gazprom, ha ora posto sotto gestione esterna temporanea le filiali di società italiane e tedesche. Queste misure, che prendono di mira attività economiche legittime, sono l’ennesima prova del disprezzo della Russia per il diritto e le regole internazionali. La Russia si conferma un attore imprevedibile anche in campo economico". Dunque: "Revochi queste misure e a cercare soluzioni accettabili con le aziende europee".

Dopo l’invasione dell’Ucraina, il Cremlino ha posto sotto "gestione temporanea" i beni di una manciata di aziende occidentali (in passato era toccato anche alle filiali russe della francese Danone e dalla danese Carlsberg) come ritorsione per le sanzioni alle imprese russe. Ma lo stesso Ariston Group si è detto "estremamente sorpreso" dall’iniziativa di Putin, intrapresa senza che il gruppo ne fosse "informato in anticipo", dopo quasi 20 anni di "relazioni molto corrette con le istituzioni locali". E "in attesa di una spiegazione – si legge in una nota – valutiamo le sue implicazioni, comprese quelle di governance e manageriali".

A muoversi è anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy: "Il governo – spiega Adolfo Urso, che ha parlato con il presidente di Ariston, Paolo Merloni, e con il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli – farà sicuramente tutto quello che è nelle nostre disponibilità per tutelare questa importante e significativa azienda italiana, che ha proprio nelle Marche (a Fabriano) la sua centrale nazionale produttiva, in un settore qual è quello dell’elettrodomestico su cui siamo impegnati perché è uno dei settori trainanti del Made in Italy". I tre torneranno a sentirsi "lunedì in una call", ha fatto sapere Urso spiegando che nella stessa giornata ci sarà l’incontro con l’ambasciatore alla Farnesina, dal quale il governo si aspetta di "capire di cosa si tratti esattamente" e "quale sia lo sviluppo della situazione".

"Grande preoccupazione e profonda solidarietà" nei confronti di Ariston Group, è stata espressa anche dalla sindaca di Fabriano, Daniela Ghergo. "La decisione di Putin è l’ennesima dimostrazione di come la guerra determini anche l’economia" ha commentato Piepaolo Pullini, della segreteria provinciale Fiom di Ancona.