Genova, scontri antifascisti-polizia per il comizio di CasaPound (Ansa)
Genova, scontri antifascisti-polizia per il comizio di CasaPound (Ansa)

Genova, 23 maggio 2019 - Centro di Genova blindato, con oltre trecento agenti di polizia in campo per tenere separati il comizio di CasaPound e la manifestazione antifascista che ne è seguita. Subito, intorno alle 18, sono partite le tensioni, sfociate in violenti scontri in piazza Corvetto tra un gruppo di antifascisti e la polizia.  I tafferugli sono scoppiati quando alcune decine di antagonisti hanno cercato di sfondare la rete metallica che impediva ai manifestanti di raggiungere piazza Marsala dove si teneva il comizio del candidato alle europee di CasaPound, Marco Mori. E' partito il lancio di bottiglie e bombe carta, cui la polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni ad altezza d'uomo.

Gli agenti di fatto hanno isolato la piazza e hanno effettuato alcune cariche per disperdere i manifestanti antifascisti.

E' rimasto ferito anche il giornalista di Repubblica Stefano Origone, 51 anni, che ha raccontato di essere stato colpito dai poliziotti che stavano cercando di disperdere il presidio. "Ho detto di essere giornalista, ma hanno continuato a colpirmi", ha riferito ai colleghi il cronista, che ha le dita di una mano tumefatte e lamenta dolori al costato. Il giornalista è stato portato via in ambulanza. Ci sarebbero anche diversi altri feriti tra i manifestanti antifascisti, uno di questi è stato portato via in manette.

A fine giornata, due feriti (sarebbero tre in tutto) sono stati fermati: circa 300 antifascisti hanno presidiato la questura - 'difesa' da un cordone del Reparto mobile - per chiedere la liberazione dei due sottoposti a fermo di pg. Il presidio viene mantenuto a distanza di sicurezza dalla questura. Ma in tarda setata i due fermati sono stati portati agli arresti domiciliari, in attesa del processo per direttissima in programma domani mattina. Domani mattina i manifestanti si riuniranno davanti al tribunale di Genova in presidio dalle 9. 

LE SCUSE DEL QUESTORE - Il questore di Genova, Vincenzo Ciarambino, ha incontrato all'ospedale Galliera il giornalista Stefano Origone rimasto ferito in una carica della polizia: ha due dita di una mano fratturate e varie ecchimosi a causa dei colpi subiti. Il questore ha chiesto scusa al giornalista.
"Conosco Stefano da anni e sono voluto andare in ospedale per sincerarmi delle sue condizioni. Ho chiesto scusa a lui, alla moglie e al responsabile della redazione genovese di Repubblica. Ho voluto portare la vicinanza della Polizia", dice Ciarambino all'Ansa. Il questore spiega anche l'accaduto: "Origone era vicino a una persona fermata che stavamo portando via, c'è stato un tentativo da parte dei manifestanti di sottrarlo alla polizia ed è partita una carica, Origone non si è accorto in tempo della carica, è caduto e ha preso qualche colpo".