Francesco Saverio Borrelli (Ansa)
Francesco Saverio Borrelli (Ansa)

Milano, 20 luglio 2019 - E' morto Francesco Saverio Borrelli. Il magistrato aveva 89 anni, è stato il capo del pool di 'Mani Pulite', ai tempi in cui era Procuratore della Repubblica ed ex procuratore generale di Milano. Protagonista di una capitolo della storia d'Italia, per 47 anni ha indossato la toga. Si è spento in ospedale a Milano.

'RESISTERE' - "Resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave", raccolto in questa frase quasi un mantra - il temperamento umano e professionale dell'ex magistrato. Era il 2002, pochi mesi prima della pensione, quando il 'capo delle toghe rosse', così lo chiamavano i detrattori, è intervenuto come procuratore generale di Milano dopo aver guidato il pool di Mani pulite che ha segnato la storia d'Italia. Ha sempre e strenuamente difeso l'indipendenza dei magistrati, in anni in cui il rapporto con la politica era piuttosto teso.

LA VITA - Napoletano, classe 1930, figlio e nipote di magistrati, Borrelli si è laureato in giurisprudenza a Firenze con la tesi 'Sentimento e sentenza', relatore il professore Piero Calamandrei. Nel luglio 1955 fa il suo ingresso in magistratura a Milano, città alla quale ha legato la propria carriera. Il padre, Manlio, è stato il primo presidente della Corte d'appello di Milano, ma Borrelli non ha occupato mai quella poltrona. Sposato con Maria Laura e padre di due figli, Andrea è giudice civile a Milano. Il primo processo importante per Borrelli è stato quello sull'omicidio di Luigi Calabresi, ma il suo nome è inevitabilmente legato alla stagione di Tangentopoli.

IL POOL MANI PULITE - Borrelli è stato infatti il regista del pool formato da Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Gerardo D'ambrosio. Una squadra arricchita da Ilda Boccassini, Tiziana Parenti, Paolo Ielo, Armando Spataro e Francesco Greco, attuale capo della procura milanese.

'TIRATEVI DA PARTE, PRIMA CHE ARRIVIAMO NOI" - Fra le dichiarazione celebri dell'ex magistrato c'è quella rilasciata il 20 dicembre 1993, prima delle elezioni che avrebbero portato Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, una sorta di monito ai partiti: "Chi sa di avere scheletri nell'armadio, vergogne del passato, apra l'armadio e si tiri da parte. Tiratevi da parte prima che arriviamo noi". A un mese dal voto viene arrestato Paolo Berlusconi; a pochi giorni dal responso delle urne vengono eseguiti alcuni ordini di custodia cautelare, tra i destinati c'è Marcello Dell'Utri. Nel novembre 1994 dalla procura di Milano parte l'avviso di garanzia a mezzo stampa per il premier Berlusconi che presiede il G7 a Napoli.

MAI CEDUTO ALLA POLITICA - A differenza di altri magistrati non ha mai accettato candidature politiche. Amante della musica - era diplomato da privatista in pianoforte - con la moglie era un habitué della Prima alla Scala e non è un caso che la sua biografia si intitoli ' Borrelli: direttore d'orchestra'. Fra le sue passioni anche la montagna: "Sono un mediocre pianista, un pessimo cavaliere, un pessimo alpinista, un dilettante di professione, ma mi piacciono tante cose che non faccio in tempo ad essere professionista" diceva ironizzando sui suoi molteplici interessi. 

CAMERA ARDENTE NEL TRIBUNALE DI MILANO - La camera ardente dell'ex procuratore di Milano, si aprirà lunedì mattina alle 9.30 all'interno del Tribunale del capoluogo lombardo. Un omaggio che i magistrati milanesi hanno voluto rendere all'ex capo del pool e che avevano già tributato a un altro componente del team di Mani Pulite, Gerardo D'Ambrosio, scomparso nel 2014.