Mercoledì 17 Aprile 2024

Il fentanyl è arrivato in Italia: cos’è la droga degli zombie facile da comprare. Lo spaccio sull’asse Cina-Usa

I primi sequestri nel nostro Paese, la sostanza acquistata sul dark web. Gli effetti dello stupefacente sono 30-50 volte più potenti dell’eroina

Roma, 25 marzo 2024 – Il fentanyl è come il fuoco, è davvero pericoloso, è terrore puro. Agisce lentamente, ti risucchia la voglia di vivere. È come un tunnel che si restringe sempre di più fino alla morte".

Una fiala di Fentanyl
Una fiala di Fentanyl

A quattro anni di distanza, le storie dei giovani tossicodipendenti raccolte in Canada e presentate nel documentario britannico ‘Ten Dollar Death Trip: Inside The Fentanyl Crisis’ rappresentano solo le prima testimonianze di un’epidemia che, da lì a poco, si sarebbe estesa a tutto il nord America. E che, ora, rischia di contagiare anche l’Europa. La sostanza è stata già intercettata anche in Italia dove attualmente una delle principali ‘piazze di spaccio’ è il dark web: tra il 2018 e il 2023, le attività delle forze di polizia hanno portato al sequestro di 123,17 grammi di fentanyl in polvere, 28 dosi in compresse e 37 altre confezioni (cerotti, flaconi e scatole medicinali).

Negli Usa i sequestri di fentanyl, la ‘droga degli zombie’ – oppioide sintetico con impiego analgesico e anestetico, da 50 a 100 volte più potente della morfina e 30-50 volte più potente dell’eroina – e dei suoi derivati (spesso più potenti del fentanyl stesso), effettuati dalla Dea hanno raggiunto livelli record nel 2022.

Stando ai dati riportati nel ‘Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici’ del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel ’22 sono state sequestrate oltre 6 tonnellate in polvere e 59,6 milioni di compresse contraffatte contenenti fentanyl, pari a oltre 398 milioni di dosi letali. Numeri che – rilevano i Cdc statunitensi – si sono tradotti in un picco di decessi da oppioidi: delle oltre 100mila morti causate da intossicazione acuta grave da droghe registrate in un anno, più di due terzi, circa 73mila, hanno coinvolto un oppioide sintetico, principalmente fentanyl. Una dose minima, pari a due o tre milligrammi, di questa droga sintetica può, infatti, essere letale. Tanto che in California chi spaccia fentanyl è perseguibile per omicidio.

Se dalla morte del cantante Prince per overdose da fentanyl nel 2016 ad oggi la diffusione illegale di questa sostanza negli Usa è esplosa, le ragioni sono molteplici. Un crocevia di concause che va dall’Afghanistan al Messico passando per la Cina.

"L’eroina arrivava ed era eroina. Il Fentanyl lo facciamo noi. Vai online su un sito del dark web e ordini 30 grammi dalla Cina. Li paghi 350 dollari e con un extra di 50 dollari te li consegnano il giorno dopo davanti casa. Con 400 grammi di Fentanyl ci ricavi migliaia di dosi – spiega uno spacciatore nel documentario di Dominic Streeter –. Dieci dollari per una pasticca composta dal 15% di fentanyl, 3% di eroina, lassativi per bambini e zuccheri. Se la si assume intera si va incontro a morte certa". Il fentanyl da strada è spesso sintetizzato in degli scantinati da criminali dilettanti che inventano sul momento la ricetta offrendo ai loro clienti un prodotto finale sintetico e incostante. Se, negli ultimi anni, negli Stati Uniti l’eroina ha iniziato a essere rimpiazzata dal fentanyl è principalmente per la sua convenienza: è una droga più potente, più economica e meno ingombrante da importare. A ciò si aggiunge il nuovo bando alla coltivazione del papavero promulgato nell’aprile 2022 dal leader dei talebani Haibatullah Akhundzada che ha ridotto la disponibilità di eroina sul mercato.

Il 68% del fentanyl venduto negli Usa arriva dalla Cina e da anni l’amministrazione americana, da Trump a Biden, cerca di frenare l’importazione dei precursori chimici di cui l’industria cinese è la prima produttrice mondiale. Ma finora l’unico esito degli accordi stretti con il leader cinese Xi Jinping è stato spostare il problema: le aziende cinesi hanno dirottato i loro affari in Messico, dove i cartelli del narcotraffico producono l’oppioide destinato agli Usa.

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