Ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi ha 73 anni. Sposato con due figli, è premier dal 13 febbraio scorso
Ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi ha 73 anni. Sposato con due figli, è premier dal 13 febbraio scorso
di Veronica Passeri Il premier Mario Draghi bacchetta le Regioni per politiche troppo diverse e incomprensibili sulle vaccinazioni e il commissario all’emergenza, il generale Figliuolo, sottolinea che ci si vaccinerà anche la notte contro il Covid-19. Draghi senza giri di parole ma con un intervento durissimo mette in guardia sul fatto che "sono difficilmente accettabili" differenze così grandi tra una Regione e l’altra sul piano vaccinale, con tanto di enti locali che "trascurano i loro anziani", favorendo "gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale". I dati sulle vaccinazioni degli over 80 – sta facendo discutere il caso della Toscana dove si registra la percentuale più bassa in Italia di...

di Veronica Passeri

Il premier Mario Draghi bacchetta le Regioni per politiche troppo diverse e incomprensibili sulle vaccinazioni e il commissario all’emergenza, il generale Figliuolo, sottolinea che ci si vaccinerà anche la notte contro il Covid-19. Draghi senza giri di parole ma con un intervento durissimo mette in guardia sul fatto che "sono difficilmente accettabili" differenze così grandi tra una Regione e l’altra sul piano vaccinale, con tanto di enti locali che "trascurano i loro anziani", favorendo "gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale".

I dati sulle vaccinazioni degli over 80 – sta facendo discutere il caso della Toscana dove si registra la percentuale più bassa in Italia di anziani vaccinati – sono sotto gli occhi di tutti e il premier non ha intenzione di fare sconti. Nell’aula del Senato, dove tiene le sue comunicazioni come sempre accade alla vigilia di un Consiglio europeo – previsto per oggi e domani –, il premier richiama tutte le Regioni a seguire il calendario di priorità nelle vaccinazioni stabilito dal ministero della Salute. Solo alcune, infatti, sottolinea Draghi, seguono le disposizioni del ministero, altre se ne stanno discostando. Secondo l’elaborazione della fondazione Gimbe in Toscana solo il 23,5% degli over 80 ha ricevuto una dose (dato più basso in Italia) e, addirittura, solo il 5,6% è stato immunizzato anche con la seconda dose (penultimo posto).

Oltre alle polemiche sulla vaccinazione in Toscana del giornalista Andrea Scanzi nella regione ha fatto molto discutere la vaccinazione del personale del pianeta giustizia, a cominciare da giudici e avvocati, anche se per loro si è trattato di dosi del vaccino AstraZeneca e non del siero Pfizer destinato agli anziani. Ieri la promessa del governatore Eugenio Giani di recuperare alla svelta: dovranno essere vaccinati 120mila ultra ottantenni entro Pasqua.

Draghi più in generale ha insistito sulla necessità di una vera "collaborazione" tra Stato e Regioni perché si possa uscire "uniti" dalla pandemia. Ma ha messo anche un paletto ricordando la sentenza della Corte Costituzionale: in tempo di pandemia le decisioni finali spettano al governo ma tutti devono fare la loro parte. Insomma, niente fughe in avanti o indietro.

Sul tavolo del premier c’è anche il dossier delle ripartenze dopo le restrizioni di questi giorni. La scuola si prepara a rimettersi in moto passata Pasqua, per l’ennesima volta in epoca Covid. Le parole di nuovo nette di Draghi sulla riapertura in primis dell’istruzione allo scadere del decreto legge il 6 aprile riattizzano il dibattito nel governo su quando e come riaprire, fino a che ordine e grado e se anche in zona rossa oppure no.

"Stiamo lavorando intensamente per far tornare tutti gli studenti nelle aule, al più presto, imprimendo una vigorosa accelerazione al piano vaccinale – dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi –. Stiamo investendo risorse ed impegno per far rientrare tutti a partire dai più piccoli, che frequentano la scuola dell’infanzia e la primaria. Ma l’obiettivo è non fermarsi a loro". "Oltre la metà del personale scolastico è stato vaccinato", ha aggiunto parlando in Parlamento, riferendo di un incontro con il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo e il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli.

L’opzione più largamente condivisa nella maggioranza è che dal 7 aprile tornino in classe tutti i bambini fino alla prima media, anche nelle zone rosse. Ancora tutta da discutere l’ipotesi di ripristinare almeno una percentuale di didattica in presenza per i ragazzi delle classi superiori. Una riunione della cabina di regia del premier con i ministri sul Covid potrebbe tenersi a breve, forse domani.