L'oncologa Ester Pasqualoni uccisa nel parcheggio dell'ospedale di Sant'Omero (Ansa)
L'oncologa Ester Pasqualoni uccisa nel parcheggio dell'ospedale di Sant'Omero (Ansa)

Sant'Omero (Teramo), 21 giugno 2017 - Sgozzata davanti all'ospedale in cui lavorava. E' successo poco dopo le 16 in provincia di Teramo: la dottoressa Ester Pasqualoni, 53 anni, responsabile del day hospital oncologico dell'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero, è stata accoltellata a morte proprio davanti al posto di lavoro. La donna, separata dal marito, lascia due figli minorenni di 11 e 16 anni.

La morte è arrivata fulminea: a nulla sono valsi i soccorsi tempestivi: è deceduta poco dopo. Secondo le prime informazioni, Ester Pasqualoni aveva finito il suo turno di lavoro e stava andando a prendere la macchina nel parcheggio. Nessun testimone diretto del delitto, ma qualcuno avrebbe visto un'auto allontanarsi, mentre dai pochi elementi che stanno emergendo si sarebbe sentita anche una disperata richiesta di aiuto. 

La dottoressa è stata trovata riversa a terra tra due auto da un altro medico dell'ospedale: colpita alla gola e al petto, è stata subito soccorsa dal collega, che però ha solo potuto constatare che la 53enne era già deceduta. L'assassino, stando ad alcune testimonianze, sarebbe fuggito a bordo di un'auto.

"DENUNCE ALLO STALKER ARCHIVIATE" - E sull'episodio si allunga l'ombra dello stalking: la donna da quanto si è appreso avrebbe denunciato di recente uno stalker. "Aveva presentato due denunce, ma erano state entrambe archiviate", riferisce l'amica Caterina.  L'uomo la perseguitava "da diversi anni", la "osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non avevano niente a che fare, era solo ossessionato da lei". Un investigatore confida all'Ansa: "Abbiamo idea di chi possa essere l'omicida e lo stiamo cercando". E alla domanda se possa trattarsi di uno stalker, la stessa fonte ha risposto: "Si tratta molto probabilmente di una persona che dava fastidio alla vittima"

In ogni caso, dalle prime ricostruzioni, il delitto non sarebbe collegato alla sua attività professionale: la dottoressa era infatti molto apprezzata all'interno del reparto di oncologia da colleghi e pazienti. Intanto sull'auto in fuga ci sono testimonianze discordanti: c'è chi parla anche di un'auto scura di grossa cilindrata, chi è sicuro si sia trattato di , probabilmente una Peugeot 205 bianca. Sul posto, oltre ai carabinieri della locale stazione, anche i carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica insieme con i colleghi del Reparto Operativo del Comando provinciale di Teramo. Alla ricerca dell'auto collabora anche la polizia.

IL COLLEGA: MORTA FRA LE MIE BRACCIA - "È morta tra le mie braccia. Una cosa assurda pensare che era Ester", racconta Piergiorgio Casaccia, il medico del pronto soccorso di Sant'Omero intervenuto per primo sulla dottoressa del suo stesso ospedale. "Ero in servizio mi hanno avvisato e sono corso. Ho trovato questa persona a terra riversa in una pozza di sangue. Quando sono arrivato non aveva più polso. Ho cercato di capire se potevo fare qualcosa. Ma era chiaro che non c'era più nulla da fare".

"Non l'avevo riconosciuta - precisa ancora il collega della vittima -. Poi quando sono arrivati i Carabinieri, hanno visto i documenti e hanno chiesto se lavorava all'ospedale, a quel punto ho capito che era Ester. 

OSPEDALE SOTTO CHOC -  "È un fatto straziante. Una persona che viveva e lavorava per salvare la vita degli altri, così barbaramente trucidata in un parcheggio", dice tra l'altro in una breve dichiarazione il manager della Asl di Teramo, Roberto Fagnano, dopo l'omicidio dell'oncologa. In merito alle voci, diffuse in queste ore, che a colpirla con un coltello sia stato uno stalker - ipotesi al vaglio dei Carabinieri - Fagnano ha detto: "Sembra ci sia un'ipotesi del genere, ma l'azienda sanitaria non sa nulla in proposito".

REAZIONI POLITICHE - "E' l'ennesimo femminicidio che lascerà soli due orfani minorenni -  commenta la senatrice dem Francesca Puglisi, presidente della Commissione d'inchiesta sul femminicidio - Servono misure di protezione ancora più efficaci se ogni due giorni un uomo uccide una donna in quanto 'donna'. Mi auguro che il provvedimento sugli orfani di femminicidio possa avere l'ok definitivo in tempi rapidi". 

Intervengono anche i senatori della Lega Erika Stefani e Paolo Arrigoni: "Basta prendere sotto gamba le denunce di donne in pericolo. Ancora una volta una donna è stata barbaramente uccisa da un uomo che la perseguitava da tempo e che lei aveva più volte denunciato. Una mamma di famiglia, con due figli, la cui unica colpa è stata quella di respingere un folle spasimante. Non sono infatti bastate le due denunce che la dottoressa di Teramo aveva sporto alla polizia per tenere lontano lo stalker che aveva ricevuto solamente un ordine di allontanamento. Stalker diventato poi assassino. Non si può arrivare sempre a posteriori. I casi di follia di femminicidio sono in continuo aumento e urgono immediatamente interventi che rendano effettiva la tutela delle donne. Lo Stato ha il dovere sociale ed etico di fermare questi pazzi prima che questi agiscano".