Prima l’aggressione sessuale, poi la brutale uccisione: così sono morte Maria e Delia. Il duplice femminicidio ad Agrigento

Il 24enne romeno fermato era già noto alle forze dell’ordine. Ricostruita la notte dell’orrore anche grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza

I rilievi delle forze dell'ordine in vicolo Avenia a Naro (Ansa)
I rilievi delle forze dell'ordine in vicolo Avenia a Naro (Ansa)

Agrigento, 6 gennaio 2024 – Era già noto alle forze dell'ordine il 24enne romeno Omar Edgar Nedelkov, sottoposto a fermo per il duplice omicidio e vilipendio di cadavere delle due donne, sue connazionali, uccise a Naro, in provincia di Agrigento. In passato era stato indagato perché accusato di furto ai danni della ditta agricola del paese dove lavorava e di avere anche appiccato un incendio ad una delle serre dell'impresa.

I rilievi delle forze dell'ordine in vicolo Avenia a Naro (Ansa)
I rilievi delle forze dell'ordine in vicolo Avenia a Naro (Ansa)

Intanto gli inquirenti hanno ricostruito la notte dell'orrore andata in scena tra giovedì e venerdì, nonostante il giovane ieri si sia avvalso della facoltà di non rispondere e, in precedenza, abbia provato a sviare le indagini procurandosi un alibi. Da quanto accertato, tutto sarebbe iniziato dopo una cena ad alto tasso alcolico a casa della 58enne Delia Zarniscu, a cui erano invitati il 24enne e un altro romeno cinquantenne. Al culmine della serata Nedelkov avrebbe allungato le mani sulla padrona di casa, venendo nettamente respinto e quindi allontanato dall'abitazione insieme all'altro ospite.

A quel punto pare che il giovane, mentre l'amico tornava a casa, si sarebbe diretto verso l'abitazione di Maria Rus, di cui si era discusso durante la cena facendo riferimento al fatto che la donna era ormai sola e separata dal marito. La 54enne sarebbe stata uccisa a botte, selvaggiamente picchiata, e poi bruciata, utilizzando la poltrona che c'era nel salone di ingresso. Da lì il giovane romeno sarebbe tornato in via Vinci, nella casa di Delia Zarniscu, dove avrebbe sfondato la porta di ingresso e l'avrebbe massacrata, non a coltellate come ipotizzato in un primo momento, ma utilizzando piccoli mobili, suppellettili e arredi per colpirla dappertutto.

Preziosa per la ricostruzione dei fatti sarebbe stata la collaborazione di diversi testimoni, mentre i carabinieri stanno passando in rassegna le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite nella giornata di ieri. Quel rettangolo del centro storico di Naro è pieno zeppo di telecamere ad altissima risoluzione. Quelle del Comune non funzionano, ma quelle private - ce ne sono 3 in vicolo Avenia, una delle quali proprio davanti l'ingresso di casa di Maria Rus, - sono tutte perfettamente attive.

Intanto la sindaca Maria Grazia Brandara ha annunciato che sarà lutto cittadino il giorno dei funerali delle due donne.