di Elena G. Polidori Natale con i tuoi, anche se vivono in un comune ‘limitrofo’? Crescono, in queste ore, le pressioni sul governo perché modifichi il decreto ‘Natale’ consentendo alle famiglie che vivono a distanze ravvicinate, ma domiciliate in comuni diversi, di potersi incontrare per la festività (252631 dicembre). Solo che il governo, stavolta, non ha alcuna intenzione di adoperarsi per consentire queste deroghe. Almeno, non in autonomia. Gli esperti dell’Iss, d’altra parte, sostengono ancora che l’incidenza del virus e l’impatto sui servizi sanitari non consentono di allentare le misure,...

di Elena G. Polidori

Natale con i tuoi, anche se vivono in un comune ‘limitrofo’? Crescono, in queste ore, le pressioni sul governo perché modifichi il decreto ‘Natale’ consentendo alle famiglie che vivono a distanze ravvicinate, ma domiciliate in comuni diversi, di potersi incontrare per la festività (252631 dicembre). Solo che il governo, stavolta, non ha alcuna intenzione di adoperarsi per consentire queste deroghe. Almeno, non in autonomia.

Gli esperti dell’Iss, d’altra parte, sostengono ancora che l’incidenza del virus e l’impatto sui servizi sanitari non consentono di allentare le misure, "comprese quelle sulla mobilità". E quindi il governo è rimasto inchiodato da una "riflessione in corso", con una parte della maggioranza, capitanata dai 5 stelle, che vuole ‘aprire’ agli spostamenti, come ha chiarito ieri il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ("Ritengo che sia assurdo non permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme, è un problema che va risolto"), ma tutti gli altri fermi a fare muro.

La maggioranza è molto divisa, in alto mare, si direbbe. Una delle linee che starebbe emergendo sarebbe addirittura quella di autorizzare gli spostamenti tra comuni limitrofi limitatamente ad un certo grado di parentela, ma restano perplessità e chiusure. Tanto che il premier Conte, consapevole di non riuscire a trovare una sintesi interna in breve tempo, ha ‘buttato la palla’ in Parlamento. Che sarà ‘sovrano’, come ha commentato lui stesso, di apportare modifiche al Dl Natale non appena questo approderà in Aula.

Modifiche vincolate tuttavia a "non far saltare l’impianto complessivo delle misure", ha ancora ribadito, perché in quel caso il parere del governo non potrà che essere negativo. La via "più percorribile", diceva infatti ieri una fonte di governo, è un emendamento al decreto Natale. Che arriverà in Aula al Senato mercoledì 16. Quel giorno il presidente, Elisabetta Casellati ha infatti calendarizzato la mozione delle opposizioni proprio sul decreto, sbloccando così due commissioni (la Bilancio e le Finanze) che si erano fermate sull’esame del Dl Ristori perché chiedevano, come contropartita, il via libera alle modifiche sugli spostamenti per Natale.

Ma comunque, per raggiungere l’obiettivo della modifica, come vogliono Lega, Forza Italia, ma anche Italia Viva (che con la ministra Bellanova ieri ha minacciato lo strappo pure su questo), ci vogliono numeri robusti e trasversali. "Al massimo – è intervenuto ancora Boccia – si potrà chiarire un po’ meglio il passaggio tra comuni confinanti che hanno dimensioni limitate, penso non ci siano problemi se si circoscrive ai comuni confinanti sotto i 5mila abitanti", ha concluso. "Certo – ha chiarito ancora il premier – non c’è molto tempo e tutte le misure sono state pensate in un coacervo di meccanismi limitativi che hanno un equilibrio. Se salta, rischiamo di far scatenare una terza ondata di contagio e non ce la possiamo permettere". Mercoledì, insomma, potrebbe essere la giornata decisiva.