Roma, 7 maggio 2021 - Il Covid "probabilmente diventerà come l'influenza", sono le parole del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Continuerà a infettare le persone, "ma senza conseguenze eccessive", ha spiegato Rezza, ma "molto dipenderà dall'andamento delle vaccinazioni". Il miglioramento c'è, ed è stata registrato in tutte le regioni e province autonome, ha confermato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia, ma "ma la curva è ancora in fase iniziale". Brusaferro ha sottolineato che si riscontra un calo dei casi tra gli over-80, effetto delle vaccinazioni, e scende così l'età media dei casi, ora a 41 anni, e quella dei ricoveri, ora a 65 anni. Inoltre la media risente di un "un aumento tra i più giovani, tra 0 e 9 anni" di positivi. Rezza ha quindi frenato le preoccupazioni sull'utilizzo del vaccino AstraZeneca e J&J negli under-60: "I vaccini a vettore virale sono utilizzabili dai 18 anni in su e dunque non c'è alcuna controindicazione", e riguardo al fatto che qualcuno potrebbe trovarsi in vacanza quando scatta la seconda dose, e quindi potrebbe avere la necessità della somministrazione nei luoghi di villeggiatura, il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute ha assicurato: "Più persone si vaccinano, in ogni luogo, meglio è".

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Covid come l'influenza

Il Coronavirus "probabilmente si endemizzerà, molti fattori potrebbero cioè impedire il raggiungimento delle immunità di gregge ma possiamo raggiungere il controllo dell'epidemia: Covid-19 diventerà cioè come l'influenza, infettando la popolazione ma senza conseguenze eccessive. Molto dipenderà dall'andamento delle vaccinazioni", ha detto oggi il direttore della prevenzione del ministero della Salute. 

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Tendenza al miglioramento 

"C'è una tendenza al miglioramento della situazione epidemiologica in questo momento e per la prima volta abbiamo sotto la soglia critica sia l'occupazione delle terapie intensive sia dei reparti ospedalieri, c'è dunque una decongestione, ma la situazione esige sempre la massima cautela. Ciò per effetto delle misure prese e della campagna vaccinale", ha illustarto così la situazione Rezza, sottolineando che ci sono "elementi di conforto" ma "bisogna continuare a tenere comportanti prudenti". Il presidente Brusaferro ha confermato: "Cominciamo a vedere ora gli effetti di un calo anche rispetto alla mortalità ma la curva è ancora in fase iniziale". Secondo Brusaferro: "La curva in Italia è in decrescita mentre in altri paesi Ue la situazione è altalenante e di transizione. La decrescita in Italia è sempre lenta ma il dato significativo è che questa settimana in tutte le regioni e province autonome è registrata una decrescita".

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Cambia scenario, e livello di rischio

"Ci stiamo avviando verso un nuovo scenario, dove il numero di persone vaccinate sta crescendo rapidamente. E' chiaro che anche il modello di valutazione del rischio e di allerta deve essere modificato. E' un lavoro promosso dal ministero della Salute, si sta finalizzando questa riflessione, coinvolte anche le Regioni, e nelle prossime giornate arriverà al traguardo", ha detto Brusaferro al punto stampa al ministero. "Il punto essenziale per Rt è il valore di 1, se restiamo sotto questa soglia, la circolazione del virus è in decrescita. Perchè la curva rimanga stabile deve stare, fisso, sotto 1. Questa settimana in tutte le Regioni e le province autonome c'e' una decrescita dei casi, a livello di incidenza. Mentre l'Rt, pur crescendo leggermente, si attesta a 0.89. Rilassando un po' le misure qualche caso in più ci può stare, è un equilibrio molto delicato, che va monitorizzato". E ha continuato: "E' chiaro che dovremmo mettere in atto un sistema tempestivo per contenere anche possibili nuovi contagi, anche a fronte di importazione di nuove varianti e a livello locale sul territorio, proprio perchè Rt è un valore estremamente puntuale". Brusaferro ha quindi illustrato alcuni dati recenti: "L'incidenza, a domenica scorsa, si attesta a 127 casi per 100mila abitanti in sette giorni. Il flusso quotidiano del ministero della Salute evidenza 123 casi per 100mila abitanti, ma i due dati sono coerenti e mostrano un trend in decrescita. Nel monitoraggio di questa settimana c'è un piccolo cambio relativo ai dati della popolazione, secondo i dati raccolti da Istat". 

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L'età media di casi scende

"C'è una decrescita dell'età mediana della diagnosi. Le persone che contraggono l'infezione continuano ad avere un'età mediana più bassa. La scorsa settimana era di 42 anni, questa settimana di 41. E la stessa cosa vale per il ricovero. Passiamo dei 66 anni della scorsa settimana ai 65 di questa", ha detto il presidente dell'Iss. "C'è una decrescita" dell'incidenza di Covid-19 "un po' in tutte le fasce d'età", ma "una leggera ricrescita nella fascia più giovane 0-9 anni. Anche se dobbiamo poi verificare bene i dati dell'ultima settimana".

Come l'influenza? Vaccinare anche Paesi poveri

"Bisogna rendere ampio accesso ai vaccini a tutti. Anche ai Paesi poveri. Conviene a tutti. E conviene anche a noi", ha spiegato Rezza: "I vaccini che stiamo usando sono tutti molto efficaci a proteggere dalla malattia. Anche nei confronti delle varianti che ora circolano, ma se si lascia correre il virus, soprattutto in Paesi molto popolosi, si rischia compaiano varianti molto pericolose e difficili da contrastare".  

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Vaccini a under 60

"C'è una riflessione in corso su questo, sull'utilizzo del vaccino AstraZeneca e J&J negli under-60. Ma i vaccini a vettore virale sono utilizzabili dai 18 anni in su e dunque non c'è alcuna controindicazione. La circolare ministeriale prevede un uso preferenziale per over-60, ma ciò non vuol dire che non possano essere usati al di sotto. Infatti abbiamo visto come in Gb hanno utilizzato al 50% AstraZeneca e Pfizer e hanno ottenuto un abbattimento dei casi e dei morti", ha confermato Rezza in conferenza stampa. 

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Seconda dose in vacanza

Sulla seconda dose del vaccino anti-Covid nei luoghi di villeggiatura: "Più persone si vaccinano, in ogni luogo, meglio è: siamo stati sempre cauti, vogliamo prodotti che siano sempre sicuri. Ma sappiamo pur che l'unico modo che abbiamo per uscire dall'emergenza è vaccinare il piu' possibile in ogni luogo", ha ribadito Rezza. 

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