Mercoledì 17 Aprile 2024

Bari, “voti comprati per 50 euro”. Indagata assessora regionale Maurodinoia (Pd). E Conte si tira fuori dalle primarie: “Non ci sono più le condizioni”

L’esponente del Pd si è dimessa. Secondo le indagini sarebbero state condizionate le amministrative dei Comuni di Triggiano e Grumo Appula. Il Pd attacca i 5 Stelle: “Far saltare le primarie scelta incomprensibile”

Anita Maurodinoia ha rassegnato le dimissioni da assessora ai trasporti della Regione Puglia (Ansa)

Anita Maurodinoia ha rassegnato le dimissioni da assessora ai trasporti della Regione Puglia (Ansa)

Bari, 4 aprile 2024 – Una nuova bufera giudiziaria si abbatte sulle già tormentate elezioni in programma a Bari il weekend dell’8 e 9 giugno. Tra gli arrestati nell’ambito dell’inchiesta “per corruzione elettorale” nel voto del 2021 a Triggiano (un comune a sud del capoluogo) anche il marito dell’assessora regionale pugliese ai Trasporti Anita Maurodinoia (Pd) che risulta anche lei indagata. E il leader del M5s Giuseppe Conte rompe le righe del campo largo,  annunciando che “non ci sono più le condizioni” per indire domenica le primarie del centrosinistra che determinino chi candidare a sindaco del capoluogo pugliese. “Una scelta incomprensibile”, commentano a caldo fonti del Partito Democratico.

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L’inchiesta

Compravano i voti dei cittadini per 50 euro. Adesso dovranno rispondere, a vario titolo, di "corruzione elettorale" le dieci persone destinatarie di altrettanti provvedimenti cautelari (un arresto in carcere, 7 ai domiciliari e 2 divieti di dimora) disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Tra loro ci sono anche il sindaco di Triggiano (Bari), Antonio Donatelli, e Sandro Cataldo, marito di Anita Maurodinoia (Pd), la ‘reginetta delle preferenze’  che ricopre il ruolo di referente del movimento politico Sud al centro. Donatelli e Cataldo sono stati entrambi arrestati e posti ai domiciliari. La Maurodinoia è indagata e ha rassegnato subito le dimissioni da assessore. Nei sui confronti è stata eseguita anche una perquisizione.

Dell'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale avrebbe fatto parte anche il candidato consigliere comunale a Grumo, Nicola Lella, poi diventato assessore alla Sicurezza e alla Polizia municipale e oggi arrestato e portato in carcere.

Antonio Donatelli, sindaco di Triggiano, e Sandro Cataldo, marito dell'assessora regionale pugliese ai Trasporti Anita Maurodinoia (Ansa)
Antonio Donatelli, sindaco di Triggiano, e Sandro Cataldo, marito dell'assessora regionale pugliese ai Trasporti Anita Maurodinoia (Ansa)

La lista e i documenti nel cassonetto

La presunta compravendita di voti risalirebbe alle elezioni comunali di Triggiano del 2021. L'indagine è stata avviata dopo il ritrovamento, avvenuto il 6 ottobre di quell'anno, di frammenti di fotocopie di documenti d'identità e codici fiscali in un cassonetto per l'immondizia.

Secondo le indagini, un sistema analogo era già stato applicato nel settembre 2020, durante le consultazioni elettorali svolte a Grumo Appula. In quel caso, il risultato da raggiungere sarebbe stata la rielezione di un assessore uscente, oggi finito in carcere. Tra i gravi indizi di colpevolezza raccolti emerge il rinvenimento di due fogli sui quali era riportato un elenco di cittadini-elettori, indicati per cognome, nome, data di nascita, cellulare, e sezione elettorale; agli stessi doveva essere versata la somma di 50 euro, quale corrispettivo per l'avvenuto acquisto del proprio voto. In corrispondenza di più nominativi era stato già trascritto un 'ok' per certificare il pagamento.

“Voti comprati anche per far eleggere Maurodinoia”

Le amministrative di Grumo Appula si svolgevano contemporaneamente alle elezioni regionali in Puglia. E, secondo l’accusa, Sandro Cataldo avrebbe acquistato voti per 50 euro anche per far risultare la moglie Anita Maurodinoia in Consiglio. Cataldo è ritenuto “capo e promotore dell'associazione, ideatore del programma criminoso” per la cui esecuzione si sarebbe “accordato con Lella”.

Tra le promesse in cambio del voto c'era anche quella di ottenere un posto di lavoro. Il meccanismo prevedeva l'acquisizione dei dati personali di numerosissimi elettori (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico e sezione elettorale), con vera e propria 'schedatura' in elenchi in ordine alfabetico e mediante la raccolta e la catalogazione di copia dei documenti d'identità e delle tessere elettorali, per costituire un database informatico-anagrafico. 

Verso le elezioni di Bari

Dall'ordinanza, firmata dal gip Paola Angela De Santis, emerge che alcuni degli indagati si stavano anche preparando per le elezioni comunali di Bari del giugno prossimo. Il gip riporta un messaggio audio del 28 maggio del 2021 inviato a una donna, non indagata, da Armando De Francesco, considerato braccio destro di Cataldo. Secondo il gip, mostra i piani di De Francesco per le comunali baresi del 2024: “Mò però mi sto preparando, ecco perché sto facendo questo fatto dell'ente di formazione, dei docenti, dei tutor perché questa gente mi dovrà tutta rispondere con dei voti... Mancano tre anni ma io sto già in campagna elettorale”.

Conte: “Niente primarie”

Il terremoto politico-giudiziario di queste ore non ha lasciato indifferente Giuseppe Conte che ‘silura’ così le primarie del centrosinistra per il voto comunale a Bari. “Non ci sono più le condizioni per svolgerle seriamente, riteniamo che le ragioni che ci hanno spinto a sostenere il candidato Michele Laforgia permangano immutate anzi si rafforzano”, dice il leader M5s in una conferenza stampa convocata prima di salire sul palco per un comizio elettorale.

Secca la replica che arriva da ambienti Dem.  “La scelta di Conte di uscire dalle primarie è incomprensibile”, fanno filtrare fonti del Nazareno. “Se il Movimento 5 stelle pensa di vincere da solo contro la destra proceda pure – aggiungono le stesse fonti – . Ma abbia rispetto per la città di Bari, per gli elettori di centrosinistra e non pensi di dare lezioni di moralità a nessuno. Il Pd resta al fianco di Bari che ha già dimostrato quanto sia importante il Pd come presidio di legalità e di buona amministrazione. Siamo certi che il Pd insieme al centrosinistra vincerà di nuovo le elezioni contro questa destra”. 

Schlein: “Vicenda sporca e gravissima”

"La vicenda di Triggiano, se le accuse saranno confermate, è gravissima”, non usa mezzi termini la segretaria Pd Elly Schlein. “Voglio chiarire innanzitutto una cosa, la linea del Partito Democratico è molto chiara: non accettiamo voti sporchi”, aggiunge spiegando che non tolleriamo voti comprati. Chi pensa che la politica sia un taxi per assecondare ambizioni personali senza farsi alcuno scrupolo non può trovare alcuno spazio nel partito che stiamo ricostruendo, qui deve trovare porte chiuse e sigillate. C'è qualcosa che viene prima del consenso ed è il buon senso”.