Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione (Ansa)
Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione (Ansa)

Roma, 26 febbraio 2020 - Scuole chiuse per il Coronavirus - l'ultima decisione a Napoli, - ma l'anno scolastico non è a rischio. Lo assicura la  ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina.  "Abbiamo una normativa salda - spiega a  Radio 24 - nel senso che al ricorrere di situazioni imprevedibili, è fatta salva la validità dell'anno". Il Testo unico in materia parla "200 giorni di lezione", ma in casi come queste la clausola consente l'eccezione. La Azzolina non esclude la possibilità che  "le scuole nella loro autonomia" possano decidere di allungare l'anno scolastico. "Ma non sarà necessario - assicura -, anche perché noi stiamo lavorando con una task force da giorni al ministero dell'Istruzione per garantire ai nostri studenti la didattica a distanza, che rappresenta il futuro". Questa mattina la riunione del ministro "con docenti esperti di tutta Italia", alla presenza di rappresentanti di Rai, Treccani, Microsoft e Google. "C'è una scuola molto avanzata che si sta già muovendo nelle parti del paese dove oggi gli istituti sono chiusi", dice ancora la Azzolina. La task force messa in campo dal ministero "oggi stesso andrà in giro per le regioni" per supportare la formazione a distanza. E proprio sulla didattica a distanza, la ministra punta forte: "Bisogna immaginare che non è necessario un computer a casa, basta un cellulare e oggi quasi tutti i ragazzi lo hanno".

Scuole chiuse, dove sono

Al momento gli studenti sono a casa fino a lunedì in Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Lezioni sospese anche in Trentino, Friuli Venezia Giulia e nelle Marche, dove l'ordinanza del governatore Ceriscioli - che ferma gli istituti fino al 4 marzo - è stata impugnata dal governo. L'esecutivo accusa le Marche di essersi sfilate dall'accordo preso nell'incontro di ieri con le Regioni. Ma oggi Ceriscioli insiste: "Il Governo impugna la nostra decisione? Sarà l'occasione per vedere chi ha fatto bene, noi o il governo che si oppone", dice a Radio Capital. E aggiunge: "Io non faccio alcun passo indietro, anzi l'impugnazione sarà utile per tutti, per la salute dei marchigiani e aiuterà il governo a tenere comportamenti più coerenti".

Campania

Scuole chiuse in Campania. È quanto prevede un'ordinanza del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che dispone la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università per tre giorni a partire da domani 27 febbraio per consentire interventi di disinfestazione straordinaria in relazione all'emergenza coronavirus. 

Sicilia

Scuole di ogni ordine e grado chiuse da oggi a lunedì in tutto il territorio metropolitano di Palermo, dopo il caso dei tre turisti di Bergamo risultati positivi al coronavirus. Previsti interventi di disinfezione straordinaria dei locali scolastici, fermi anche gli Enti di formazione professionale che svolgono corsi in obbligo scolastico. Lezioni sospese anche nelle Università di Palermo e Messina per iniziativa degli Atenei. Al momento la Regione non ha predisposto la chiusura delle scuole nelle altre città della Sicilia. 

Taranto

Le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Taranto "saranno chiuse fino a sabato 29 febbraio per effettuare interventi straordinari di igienizzazione e sanificazione, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza e garantire la serenita' nel territorio". Lo ha deciso il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti di intesa con il prefetto, Demetrio Martino.

Molise

Anche un piccolo comune in provincia di Isernia, Rocchetta a Volturno (poco più di mille anime), decide di chiudere le scuole. Lo dispone il sindaco, Teodoro Santilli, con un'ordinanza. In paese, e nel Molise in generale, non ci sono casi di positività al Covid-19, ma il primo cittadino di Rocchetta ha disposto la chiusura per una disinfestazione dei locali che ospitano gli alunni.

Il sondaggio

Secondo Skuola.net, gli studenti approvano la scelta di tenere le scuole chiuse nelle regioni d'Italia alle prese con l'emergenza coronavirus. In base al sondaggio condotto, ben 6 su 10, tra quelli che abitano nelle zone a rischio, si dicono assolutamente d'accordo con le ordinanze. Tra chi è forzatamente a casa, non sono pochi coloro che proseguono le lezioni a distanza: il 20% degli intervistati. Tanti anche quelli che, in tutto il Paese, vorrebbero chiudere tout court gli istituti per prevenzione, anche se lontano dai focolai: sono circa 2 su 3. D'altro canto gli studenti italiani lamentano scarsa prontezza nel diffondere le norme di prevenzione e di igiene. A uno su due tra gli interessati alle chiusure, oltretutto, mancava il sapone nella propria scuola.