Coronavirus, l'ospedale di Codogno (Ansa)
Coronavirus, l'ospedale di Codogno (Ansa)

Lodi, 21 febbraio 2020 - Un uomo di 78 anni originario di Monselice, risultato positivo al Coronavirus, è morto questa sera all'ospedale di Padova poco dopo le 22,45. Si tratta di uno dei due pazienti positivi in Veneto, mentre ci sono altri 17 casi in Lombardia. La prima diagnosi in ordine temporale riguarda un italiano di Castiglione d'Adda (Lodi), 38 anni, non ancora trasferito all'ospedale Sacco di Milano, ma ricoverato in terapia intensiva a Codogno (Lodi). Le sue condizioni sono definite "molto gravi", motivo per cui non è ancora stato portato al Sacco, anche se rispetto a ieri si rileva un "leggero miglioramento". L'uomo non è stato recentemente in Cina ma ha avuto più contatti con un lavoratore di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), rientrato dal Paese asiatico il 21 gennaio. 

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La scoperta del virus sul 38enne ha portato a controlli su altre centinaia di persone, fa sapere la Regione: risultano al momento altri 14 casi in Lombardia. Una è la moglie del 38enne, che è incinta di 8 mesi e insegna in una scuola (ora è in maternità): la donna è in uno stato di salute buono. Un altro è un conoscente stretto del 38enne, che fa sport con lui e che si è presentato spontaneamente in pronto soccorso a Codogno con una polmonite. Per quanto rigarda i sei, "si tratta di diagnosi impegnative ma non così drammatiche. Sono condizioni sicuramente serie", ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. L'Istituto Superiore di Sanità conferma che per la prima volta in Italia si sono verificati casi di "trasmissione locale da nuovo coronavirus". Un focolaio "simile a quello già verificato in Germania".

Poi sono state individuate altre 8 positività "di cui 5 operatori sanitari, infermieri e medici dell'ospedale di Codogno e 3 pazienti", ha fatto sapere l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Poi un altro caso ancora, che - viene specificato - non è il medico di base che ha visitato il 38enne, che al momento ha la polmonite. 

Negativa invece la paziente ricoverata questa mattina nel reparto di malattie infettive dell'Ospedale di Piacenza, collega del primo paziente risultato positivo, dipendente dell'Unilever di Lodi. Il tampone, analizzato al laboratorio di riferimento regionale del Sant'Orsola di Bologna, ha confermato infatti che la donna non ha contratto il virus.

Manager di Fiorenzuola negativo al test 

"Abbiamo ricostruito sia i contatti dei medici, degli infermieri, dei familiari più stretti a cui abbiamo già fatto i tamponi. Sono già stati messi tutti in isolamento o chiamati a stare in isolamento al loro domicilio", ha spiegato l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera. In quarantena ci sono almeno 250 persone. Al Sacco in isolamento anche il manager della Mae, azienda di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), tornato dalla Cina, che potrebbe essere il 'paziente zero', anche se attualmente è negativo agli esami per il morbo Covid19. Si cerca di capire, informa la Regione, se possa aver comunque contratto il virus nei giorni passati. 

I casi in Lombardia e in Veneto si aggiungono alla coppia di cinesi, in miglioramento, e il ricercatore di Reggio Emilia, ricoverati allo Spallanzani di Roma. Il 29enne, fanno sapere i medici, è "persistentemente" negativo al test ed è dunque in fase di dimissione. 

"Il contagio a cena"

Chi è il 38enne contagiato e i sintomi

Il cosiddetto 'paziente uno' è residente a Castiglione d'Adda, in provincia di Lodi, e lavora per Unilever, una multinazionale che ha una sede a Casalpusterlengo. E' attivo nel mondo dello sport locale (gioca nella squadra del bar Picchio) e recentemente ha cenato con il manager piacentino, rientrato dalla Cina il 21 gennaio. Il 38enne si è presentato al pronto soccorso il 15 febbraio con febbre alta. In un primo momento è stato rimandato a casa, poi i sintomi sono peggiorati velocemente. Mercoledì scorso il ricovero a Codogno. La forte insufficienza respiratoria ha fatto scattare gli accertamenti specifici per il Covid19. Ora è in prognosi riservata, in condizioni definite "instabili", anche se in "lieve miglioramento". 

"Nostro figlio è gravissimo. Siamo distrutti...", hanno fatto sapere i genitori. "È intubato, dorme, una cosa penosa", hanno aggiunto in una intervista a Fanpage.it. La coppia è in auto-quarantena: "Ci hanno detto di non uscire e di non fare entrare nessuno. Noi? Stiamo bene, non abbiamo nessun sintomo, ma non possiamo proprio dire che stiamo bene...".

"Non sappiamo da chi si sia diffuso il virus"

Chi sono gli altri contagiati in Lombardia

Oltre al 38enne e a sua moglie, sarebbero 3 clienti di un bar di Codogno e il figlio del titolare dell'esercizio altri quattro positivi al Coronavirus. Il figlio del titolare aveva giocato a calcetto con il 38enne, mentre gli altri tre sono solo clienti del bar e non sarebbero mai entrati in contatto diretto con lui. I tre hanno "un'età molto più avanzata, hanno tra 70 e 80 anni e tutti frequentavano lo stesso bar, molto frequentato dal padre del podista", cioè dell'amico dell'uomo di 38 anni "che faceva parte dello stesso gruppo podistico".

Possibile contagio asintomatico: leggi qui

Tra la cena con il manager e la comparsa dei sintomi sarebbero passate più di due settimane: 16-18 giorni, fa sapere l'assessore Gallera. Gallera ha anticipato che potrebbe trattarsi di un caso di contagio asintomatico: "I nostri tecnici stanno investigando per capirlo". "Ancora non sappiamo da chi si è diffuso il virus - ha precisa poi l'assessore - potrebbe non essere da caso zero". Ma potrebbe anche essere che il paziente zero sia guarito. "Non abbiamo la certezza di quale sia il caso indice".

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Piu di 50mila cittadini a casa in dieci Comuni del Lodigiano

La Regione Lombardia lavora sul confinamento del contagio. Non è immediato però ricostruire tutta la rete di contatti con il 38enne, che nei 4 giorni precedenti al ricovero ha avuto una vita normale: è andato a correre, al lavoro, ha giocato a calcio e ha preso parte a cene di gruppo. Al setaccio anche le ultime frequentazioni della moglie che è docente in un liceo ma che in questo periodo non ha avuto contatti con gli studenti perché in congedo maternità. 

Sono più di 50.000 i residenti nei dieci Comuni del Lodigiano invitati a rimanere a casa da un'ordinanza del ministero della Salute e della Regione Lombardia. Si tratta di Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Maleo, Fombio, Bertonico, Castelgerundo, Terranova dei Passerini, Somaglia e San Fiorano. Il più popoloso è Codogno con 15.900 abitanti. Domani le scuole saranno chiuse a Piacenza. Chiuse anche le stazioni di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo.

Trovate due strutture da 150 posti per isolamento

"Abbiamo individuato due strutture su Milano e Piacenza per 150-180 persone in totale" per l'isolamento delle persone entrate in contatto con chi è stato colpito dal coronavirus", ha fatto sapere il commissario all'emergenza per il coronavirus, Angelo Borrelli.

Per chi è obbligatorio l'isolamento  

E dopo i casi di Lodi, il Ministro della Salute Speranza ha emesso una nuova ordinanza che prevede misure di isolamento in quarantena a casa per chi è stato nelle aree a rischio in Cina. "Ora bisogna blindare i nostri confini", ha tuonato Salvini. Ma Conte ha fatto sapere che al momento "non è necessario sospendere il trattato di Schengen".

Le partite di calcio

L'emergenza coronavirus scatenatasi in Lombardia ha ripercussioni anche sullo sport. In Lombardia è stato fermato il calcio dilettantistico. Il comitato regionale della Lega Dilettanti della Lombardia ha rinviato 40 partite di diversi campionati, dall'eccellenza alle juniores femminili, "a causa della criticità determinata dal Coronavirus, che ha coinvolto le zone del lodigiano e le società provenienti dallo stesso territorio". In una nota, il comitato specifica che oltre alle 40 gare già rinviate - di cui pubblica l'elenco - "le società non presenti in questo elenco che hanno tesserati (dirigenti, tecnici, calciatori) provenienti dalle zone interessate possono richiedere il rinvio della gara". Stop anche a basket e calcio a Piacenza. In particolare sono state sospese la partita di Lega Pro tra Piacenza e Sambenedettese (in programma domenica), quella di serir D tra Fiorenzuola e Lentigione e quella di basket tra Bakery Piacenza e Jesi, valevole per il campionato di serie B (girone C). Sono stati sospesi anchi gli altri eventi sportivi dilettantistici e non competitivi, dove previsti. 

Fiorenzuola d'Arda, test su dipendenti della Mae

Nel frattempo la Ausl di Piacenza ha avviato verifiche e controlli anche sul territorio emiliano: il collega rientrato dalla Cina con cui il paziente 38enne è uscito a cena lavora infatti per un'azienda di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), la Mae, che oggi è stata chiusa per precauzione. Sono in corso test sui dipendenti.

Cecchignola, usciti da quarantena tutti gli italiani

Notizie positive arrivano invece da Roma. Dopo i 20 di ieri, anche gli altri italiani in isolamento per due settimane (36 persone) hanno lasciato la struttura della Cecchignola. Ora la cittadella militare, dopo le bonifiche necessarie, si prepara ad i connazionali che erano bloccati a bordo della nave da crociera Diamond Princess in Giappone: è già decollato da Tokyo l'aereo organizzato dalla Farnesina con a bordo 19 degli italiani che erano a bordo della nave. L'arrivo in Italuia nelle prime ore di domani. In Veneto tutti negativi i casi sospetti. In Liguria 6 sotto monitoraggio. 

Italia, record di contagi in Occidente

Ma l'Italia purtroppo detiene - al momento - un record negativo, quello del più alto numero di contagi fra tutti i Paesi dell'Occidente. Con i due casi confermati in Veneto e i 14 in Lombardia sale infatti a 19 il numero dei contagi da coronavirus in Italia, che, stando ai dati della Johns Hopkins University, diventa la nazione con più casi registrati in d'Europa. Secondo la mappa dell'ateneo di Baltimora che monitora la diffusione del virus nel mondo, finora in Europa era la Germania ad avere il maggior numero di contagi, con 16 casi confermati, seguita dalla Francia con 12, dalla Gran Bretagna con 9, dalla Spagna con 2 e dal Belgio con 1 caso registrato. Fuori dall'Europa, sono 16 i casi registrati negli Stati Uniti, 9 negli Emirati Arabi e 5 in Iran.

Casi e morti in Cina

Intanto la Cina aggiorna il conto degli infetti, che fa un netto balzo in avanti. Nella giornata di ieri sono stati verificati e registrati altri 889 casi di coronavirus (più del doppio rispetto ai 394 confermati il giorno precedente). Lo ha reso noto la commissione sanitaria nazionale, segnalando che il totale dei contagi in Cina ha raggiunto quota 75.465. Il bilancio dei morti così si è aggravato a 2.236, con i 118 decessi di ieri. 

Lievitano i casi anche in Corea del Sud dove il numero dei contagi è aggiornato a 204 dopo i 52 ieri. In Iran 5 morti e 750 casi sospetti.