Coronavirus, l'arrivo di un paziente sospetto in Corea (Ansa)
Coronavirus, l'arrivo di un paziente sospetto in Corea (Ansa)

Milano, 21 febbraio 2020 - Un uomo di 78 anni è morto a Padova, mentre in Veneto si registra un altro caso e in Lombardia - con 15 casi di persone contagiate da Coronavirus - un uomo, di 38 anni, si trova ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Codogno, nel Lodigiano. Sua moglie - incinta all'ottavo mese - e un amico risultano a loro volta contagiati ma, fortunatamente, presentano un quadro clinico meno preoccupante. L'attenzione degli esperti è focalizzata ora sull'individuazione della persona che avrebbe diffuso il virus, sulla quale ancora non vi è certezza.

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Ci si è concentrati su un uomo, ovvero il possibile paziente indice, che è stato in Cina recentemente per lavoro e avrebbe incontrato il 38enne ricoverato a Codogno. Il dipendente della Mae di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza) - in osservazione al Sacco - risulta essere in buone condizione e non avrebbe manifestato sintomi, se non una leggera febbre. Ma, anzi, è risultato negativo al test. Tuttavia, sono in corso ulteriori accertamenti: potrebbe esserci 'traccia' nel suo sangue del virus. O potrebbe anche risultare del tutto negativo, ma questo non escluderebbe che sia lui il 'caso indice'. Una volta guarito, infatti, il virus potrebbe sparire dall'organismo al punto che il test non sarebbe più in grado di individuarlo. Lo conferma Giorgio Palù, ordinario di Microbiologia e Virologia dell'Università di Padova. "Ci sono diversi motivi per i quali questo può accadere e al momento non ci sono elementi sufficienti per preferire un'ipotesi a un'altra", dice l'esperto.

L'assessore a Welfare Giulio Gallera, durante una conferenza stampa in Regione ha confermato che questo ipotetico caso indice, tornato dalla Cina il 21 gennaio: "Stava bene e sta bene, tranne una leggerissima febbriciattola durata soltanto una giorno". Posto che al momento non vi è ancora certezza che si tratti del responsabili dei contagi e che le analisi sono ancora in corso, gli esperti concordano nel sottolineare che il Coronavirus potrebbe trasmettersi anche da persone che non manifestano sintomi.

Coronavirus: trasmissione asintomatica è possibile 

A paventare l'ipotesi era stato uno studio pubblicato sul Lancet all'inizio della diffusione del virus che aveva analizzato il caso di un bambino cinese che aveva contratto il virus, senza manifestare alcun sintomo evidente. Gli autori della ricerca avevano concluso: "casi di infezione asintomatica da virus 2019-n-CoV appaiono possibili" ponendo l'accento sull'importanza di isolare i pazienti e mettere in quarantena coloro che hanno avuto contatti con i malati. 

A fronte di questo studio abbiamo interrogato sull'argomento la dottoressa Stefania Piconi, specializzata in malattie infettive che opera presso l'ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento nazionale nel ramo dell'infettivologia, che ci ha spiegato: "Come tutte le malattie infettive la variabile la fa l’ospite, il paziente. Quindi esistono malattie infettive dove alcuni pazienti hanno sintomi esagerati (febbre alta e subito insufficienza respiratoria con necessità di cure intensive) e pazienti che riescono con il loro sistema immunitario ad avere una manifestazione quasi asintomatica, con pochi sintomi come ad esempio solo un banale raffreddore, tuttavia sono stati comunque infettati e possono comunque trasmettere l’infezione."

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L'appello di Burioni

Anche il professor Roberto Burioni ha affrontato l'argomento relativo al possibile contagio asintomatico da Coronavirus, citando una comunicazione pubblicata sul New England Journal of Medicine "Finalmente si inizia a fare chiarezza, confermando purtroppo i timori che avevamo. In particolare, lo studio descrive l’infezione in 18 individui, di cui uno senza sintomi. La cosa interessante è che, per la prima volta, sono riportati in modo puntuale alcuni aspetti riguardanti il virus. Per ogni paziente, infatti, è stata rilevata la quantità di virus (in gergo si parla di carica virale) presente nel naso e nella gola, in vari giorni successivi alla prima comparsa dei sintomi. Per il soggetto asintomatico è stato fatto lo stesso, calcolando i giorni a partire dal contatto con un soggetto infetto." Lo specialista aggiunge: "Lo ripetiamo, quindi: questo studio dimostra senza ombra di dubbio che anche chi non ha sintomi può trasmettere l’infezione. L’unico modo per evitarlo è impedire che chi ha avuto contatti con le aree a rischio entri in contatto con il resto della popolazione. Questa è ormai una certezza."

 

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Le autorità invitano a manternere la calma e a non farsi trascinare dalla psicosi. L'assessore al welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha ribadito che la trasmissione del virus avviene tramite vapore acqueo, ciò implica quindi un contagio più meno ravvicinato con le persone che ne sono affette. Si invita inoltre la popolazione a non affollare il Pronto Soccorso più vicino in caso di insorgenza di sintomi considerati "sospetti", bensì di contattare il 112 che valuterà l'eventuale messa in atto dello specifico protocollo. A proposito di sintomi da Coronavirus, è sempre la dottoressa Piconi a indicarci le modalità classiche in cui la malattia si manifesta: "Si presenta con sintomi molto simili all’influenza: febbre acuta, tosse, mal di gola, dolori muscolari ed osteoarticolari. Successivamente può evolvere in una insufficienza respiratoria."

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