Unità di crisi sul Coronavirus a Padova (Ansa)
Unità di crisi sul Coronavirus a Padova (Ansa)

Venezia, 21 febbraio 2020 - È morto all'ospedale di Padova uno dei due pazienti positivi al coronavirus. La vittima aveva 78 anni ed era originaria di Monselice ma risiedeva a Vò Euganeo. L'uomo si chiamava Adriano Trevisan. Ex titolare di una piccola impresa edile, Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vò. E' la prima vittima italiana.

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L'uomo, ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie, è spirato questa sera all'ospedale di Schiavonia (Padova), e non nell'ospedale del capoluogo euganeo, come riferito in un primo tempo. "Non c'è stato neppure il tempo per poterlo trasferire", ha detto il governatore Luca Zaia.

Zaia si dice pronto ad adottare tutte le misure per arginare il contagio: "Chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attività sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual è il livello di cordone sanitario da mettere in atto", ha affermato nel pomeriggio recandosi a Padova, presso l'unità di crisi in via degli Scrovegni. E ha aggiunto: "Non bisogna diffondere il panico, ma prima regola è l'isolamento". Zaia sottolinea che anche i due infetti del Padovano, come quelli del Lodigiano, "hanno avuto contatti in loco, non sono andati in Cina". Quindi spiega che la Regione sta lavorando "anche sul fronte dell'eventuale necessità di una struttura dedicata a eventuali contagiati, perché non sappiamo qual è l'entità del contagio".  Cerca di rassicurare i suoi concittadini il sindaco di Padova, Sergio Giordani. "Il sistema di stretta sorveglianza a cascata è attivato ed è stato ben collaudato con l'epidemia Sars", ha detto.

La notizia giunge a poche ore dall'espolsione di un focolaio del virus cinese nel Lodigiano, in Lombardia. I positivi nell'area sono 15.