Benno Neumair, 30 anni, accusato di aver ucciso i genitori Peter Neumair e Laura Perselli
Benno Neumair, 30 anni, accusato di aver ucciso i genitori Peter Neumair e Laura Perselli
di Riccardo Jannello La svolta nella scomparsa, quindici giorni fa, di due coniugi è venuta ieri con l’iscrizione del figlio trentenne nel registro degli indagati per omicidio. Ma non è un fulmine a ciel sereno. Ora bisogna trovare i corpi di Peter Neumair, 63 anni, e di sua moglie Laura Perselli, 68, insegnanti in pensione, spariti dal tardo pomeriggio del 4 gennaio dalla loro villa di via Castel Roncolo, zona residenziale a nord del centro di Bolzano. Gli inquirenti ritengono che il figlio della coppia, Benno, 30 anni, insegnante di ginnastica a scuola e di fitness in una palestra, sia il responsabile della loro morte e di averne occultato i cadaveri. Le...

di Riccardo Jannello

La svolta nella scomparsa, quindici giorni fa, di due coniugi è venuta ieri con l’iscrizione del figlio trentenne nel registro degli indagati per omicidio. Ma non è un fulmine a ciel sereno. Ora bisogna trovare i corpi di Peter Neumair, 63 anni, e di sua moglie Laura Perselli, 68, insegnanti in pensione, spariti dal tardo pomeriggio del 4 gennaio dalla loro villa di via Castel Roncolo, zona residenziale a nord del centro di Bolzano.

Gli inquirenti ritengono che il figlio della coppia, Benno, 30 anni, insegnante di ginnastica a scuola e di fitness in una palestra, sia il responsabile della loro morte e di averne occultato i cadaveri. Le sue dichiarazioni non avevano mai convinto i carabinieri, che hanno cominciato a indagare a 360 gradi sulla sua vita. Erano emersi particolari sempre più inquietanti. Il giovane era alle prese con una pesante dipendenza dagli anabolizzanti che lo aveva portato a essere sempre più irrequieto e violento. Aveva anche aggredito una collega, tanto che alcuni genitori avevano inviato una lettera al preside chiedendo il suo trasferimento. Benno si è più volte contraddetto su quanto accaduto il 4 gennaio. Ha descritto come erano vestiti i genitori al momento della scomparsa mentre in un’altra dichiarazione aveva affermato di non averli visti uscire di casa. Il padre era rientrato verso le 17.30, un’ora dopo la madre. Benno ha affermato di essere partito per Renon, sull’altopiano sopra Bolzano, per andare dalla fidanzata; un’altra volta di avere cenato con i genitori e di essere andato via solo dopo che padre e madre erano usciti per fare una passeggiata notturna lungo il torrente Tolvera "armati" di pattini per il ghiaccio, adombrando poi la possibilità che fossero caduti in acqua. Sta di fatto che alle 21 la sorella minore di Benno, Madè, 27 anni, specializzanda in ortopedia in un ospedale di Monaco di Baviera, ha chiamato senza avere risposta: da quell’ora i cellulari non sono più risultati accesi. Secondo il racconto di Benno, la mattina del 5 è rientrato all’alba da Renon; entrando nella villa ha notato la porta della stanza dei genitori chiusa. Non volendoli disturbare ha preso il cane per portarlo a fare una passeggiata, rientrando verso le 8. La stanza era ancora chiusa e così è uscito senza salutare padre e madre. Solo tornando nel pomeriggio ha constatato che a casa Laura e Peter non c’erano e allora si è deciso a denunciare la scomparsa ai carabinieri, accompagnato da una zia. Le ricerche in questi giorni non si sono mai fermate, come le indagini.

Si è così scoperto che Benno – che sui social appare chiaramente esasperato dalla ricerca di avere per sé e i suoi allievi "non solo un corpo perfetto, ma anche performante" – aveva esagerato con gli anabolizzanti di cui era drogato. I genitori lo avevano aiutato, aveva cominciato a prendere dei farmaci, ma le conseguenze erano state anche peggiori e le liti in casa erano riprese. Benno aveva anche negato la circostanza, raccontata da testimoni, di essere uscito quel pomeriggio con l’auto dei genitori: forse i due corpi erano lì. Le ricerche dei cadaveri di Peter e Laura proseguono sia in alcuni terreni attorno alla villa dove Benno li avrebbe potuti seppellire, ma anche lungo il corso dell’Adige, a sud della città fra Laives e Vadena, dove avrebbe potuto scaricarli. La casa è stata posta sotto sequestro.