Mercoledì 24 Aprile 2024

Cielo giallo sull’Italia, Mercalli: “Ecco quali sono gli effetti sui terreni e sui ghiacciai”

Il presidente della Società meteorologica italiana: “Fenomeno consueto, legato al funzionamento dell’atmosfera nel Mediterraneo. Che cosa provoca e perché non dobbiamo stupirci”

Cielo giallo sull'Italia, ecco come si spiega

Cielo giallo sull'Italia, ecco come si spiega

Roma, 30 marzo 2024 – Il cielo giallo sull’Italia come si spiega? “E’ la sabbia sahariana, un fenomeno che si ripete da migliaia di anni. Fino a settemila anni fa il Sahara era verde, poi 4mila anni fa, per motivi naturali, si è disseccato. Così arriva anche da noi la sabbia del deserto”. Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, parte da un dato: il fenomeno è consueto, “dovrebbe far parte della nostra cultura”.

Come arriva la sabbia fino a noi?

Ma come arriva la sabbia fino a noi? “I venti di scirocco sollevano la sabbia e quando le correnti hanno una certa direzione, ce la portano a casa".

I segni sulla neve

"La sabbia – chiarisce il climatologo – si deposita ad esempio sulla neve, in montagna. Restano i segni per mesi. Quando facciamo i carotaggi nei ghiacciai, troviamo le tracce di piogge di sabbia che risalgono a cinque-dieci anni prima”.

Clicca qui se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn

Quali sono gli effetti sull’ambiente?

Ma quali sono gli effetti sull’ambiente? Quelli conosciuti, spiega Mercalli, sono duplici: “Da una parte positivi, perché di fatto queste particelle di sabbia sono fertilizzanti naturali per certi terreni molto poveri, è un po’ come portare nutrienti dall’aria. Per i nostri ghiacciai, invece, peggiorano la situazione. Se siamo in un periodo in cui fa più caldo, perché il vero problema è il riscaldamento globale, il colore giallo della sabbia farà fondere più in fretta la neve, perché rispetto al bianco attira di più i raggi del sole. Quindi, in questo modo, purtroppo agevoliamo la scomparsa della neve”. E sulla qualità dell’aria? “Queste particelle non sono tossiche, non contengono inquinanti – precisa Mercalli -. E poi le concentrazioni non sono elevatissime”.

Il fenomeno dei cieli colorati (anche d’inverno)

Il fenomeno dei cieli colorati regala spettacoli anche d’inverno. “I più belli – spiega il glaciologo e divulgatore scientifico – di solito si hanno dopo grandi eruzioni vulcaniche, anche a grande distanza. Ma devono essere esplosive. L’ultima che mi ricordi risale al 1991, nelle Filippine”.

Cieli colorati, perché non dobbiamo stupirci

Insiste lo scienziato: “Questi fenomeni non ci devono stupire. Riconquistiamo questo contatto con la natura e cerchiamo di capire le cose davvero importanti. Il cielo giallo è una curiosità, è il normale funzionamento dell’atmosfera nel Mediterraneo. Cerchiamo piuttosto di allarmarci per le cose su cui vale davvero la pena, come il riscaldamento globale. Se non ce ne occupiamo, ci farà fuori tutti”.