Martedì 23 Luglio 2024

La rivelazione del detenuto: “Chico Forti mi ha chiesto di parlare con la ‘ndragheta per zittire Travaglio e Lucarelli”

La procura di Verona apre un’indagine contro ignoti e senza reato. “Mi ha promesso aiuto quando sarà libero e si candiderà con il centrodestra”. Interrogazione parlamentare del Pd: “Nordio risponda”

Chico Forti, detenuto a Verona, in permesso a Trento per visitare l'anziana madre (Ansa)

Chico Forti, detenuto a Verona, in permesso a Trento per visitare l'anziana madre (Ansa)

Verona, 5 luglio 2024 – Chico Forti al centro di un’indagine della procura di Verona. Secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano, un detenuto del carcere di Monterio, dove si trova l’ex velista trentino condannato negli Usa per omicidio ed estradato in Italia il 18 maggio scorso, ha confidato che Forti gli avrebbe chiesto di contattare esponenti di ‘ndrangheta per “mettere a tacere” Selvaggia Lucarelli, Marco Travaglio e una terza persona. Il ‘confessore’ in questione è il garante dei detenuti che su richiesta del detenuto avrebbe avvisato Travaglio. Sarebbe stato poi il direttore del Fatto a segnalare tutto ai pm.

 La notizia dell’indagine è stata confermata al Corriere della Sera dal capo della Procura Raffaele Tito. “Non è una fesseria ma non aggiungo altro”, ha detto. Il fascicolo aperto è contro ignoti, “perché non è stato ancora individuato il reato”, scrive il Corriere.it. Sono già stati sentiti dei testimoni, tra cui anche un secondo detenuto che ha assistito alla conversazione tra Forti e colui che doveva fare da mediatore con la criminalità organizzata. 

Bruno Vespa in carcere incontra Chico Forti

Perché Travaglio e Lucarelli 

Ma perché Forti dovrebbe avercela con Travaglio e Lucarelli? Ripetutamente Il Fatto Quotidiano ha polemizzato sull’accoglienza che Giorgia Meloni ha riservato “a un ergastolano”. Emblematico a questo proposito il titolo “Benvenuto assassino” comparso sul giornale, che anche oggi ribadisce la sua linea: “Un detenuto che torna in Italia da ergastolano e viene ricevuto dai sorrisi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, finisce in prima serata televisiva con un’intervista soavemente benevola di Bruno Vespa e ottiene in poche ore un permesso-lampo “per ragioni umanitarie”, per andare a trovare l’anziana madre a Trento. Posizione simile è stata presa da Lucarelli in articoli sul Fatto. 

Sempre in base a quanto riferito dal detenuto, in cambio di una sua intermediazione con membri ‘ndranghetisti, Forti gli avrebbe promesso di “aiutarlo” una volta “libero” e in virtù di una sua futura “candidatura” in politica (con il centrodestra). 

Dopo le indiscrezioni di stampa si è mosso il Garante nazionale dei detenuti. “Se questi dati fossero accertati, sarebbe un fatto molto grave – fanno sapere fonti dell’ambiente –. Per il momento però sono stati solo avviati gli accertamenti, nei limiti delle facoltà del Garante”. 

La polemica politica 

Il caso ha sollevato polemiche politiche da parte delle forze di opposizione in Parlamento. Walter Verini, capogruppo del Pd in Commissione Antimafia parla di notizia “drammatica e inquietante”. Nell’attesa deggli sviluppo dell’indagine “chiederemo a Nordio (ministro della giustizia ndr) di rispondere urgentemente a una interrogazione che questa mattina presenteremo in Senato. E ci aspettiamo che anche la Presidente Meloni, che andò ad accogliere Forti all'aeroporto, pronunci parole chiare su questa bruttissima vicenda”. 

Così Angelo Bonelli, deputato AVS: "Chiedo alla premier che ha accolto Chico Forti come un capo di Stato, che cosa ha da dire a tal proposito, considerato che è impegnata ad attaccare Ilaria Salis la cui condanna è identica a quella del suo vicepremier Salvini, vale a dire resistenza a pubblico ufficiale. Il comportamento della Meloni è politicamente immorale”. Chiara Appendino, vicecapogruppo M5s alla Camera, è solo una dei pentastellati a intervenire: "Auspico che Meloni, dopo aver accolto con onoreficenze il ritorno di Chico Forti, agisca per far luce su questa vicenda che metterebbe a repentaglio la libertà di informazione".

La condanna all’ergastolo di Forti

Enrico Forti, detto Chico, ha 65 anni. Ne ha spesi 24 in carcere negli Stati Uniti dove è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike figlio di Anthony Pike dal quale l’imprenditore trentino stava acquistando il Pikes Hotel, a Ibiza. Secondo l’accusa Dale voleva impedire l’affare perché convinto che il padre, affetto da demenza senile, stava per subire un raggiro. Il delitto risale al 1998. Forti si è sempre dichiarato innocente.