Matteo Salvini in aula a Catania (Ansa)
Matteo Salvini in aula a Catania (Ansa)

Catania, 10 aprile 2021 - "Non luogo a procedere". Il leader della Lega ed ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, non va processato per il caso Gregoretti. E' questa, la richiesta, del pubblico ministero di Catania Andrea Bonomo all'udienza preliminare che vede Salvini sul banco degli imputati con l'accusa di sequestro di persona.

L'udienza, che si svolge nell'aula bunker di Catania, terminerà con la pronuncia del gip che dovrà decidere per il rinvio a giudizio o meno del senatore della Lega ed ex ministro dell'Interno. Oggi è infatti in programma la discussione con la parola all'accusa, la replica della difesa e delle parti civili. Poi il giudice potrebbe o decidere subito o aggiornare l'udienza ad una prossima data per leggere la sentenza.

"Ritengo che la condotta dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini non integri gli estremi del reato di sequestro di persona e per questa ragione si ribadisce la richiesta di non luogo a procedere". Così ha concluso la sua requisitoria molto breve il pm Bonomo. Che ha così argomentato: "Non si può parlare di sequestro di persona. Il Governo condivideva le valutazioni dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini e condivideva la sua linea politica, che era quella della collocazione dei migranti".

"Non che sia giusto e condivisibile - dice Bonomo rivolto al gup Nunzio Sarpietro - ma si può ritenere che l'ex ministro Salvini abbia violato le convenzioni internazionali? Si può definire illegittima la sua scelta di tardare il pos? A mio avviso no". Ma aggiunge: "Non dico che moralmente o politicamente la scelta sia stata giusta - prosegue - ma non spetta a noi dirlo".

Salvini, presente in aula, è accusato del sequestro di 131 persone nell'estate del 2019 ad Augusta, nel Siracusano. Dopo il Pm Andrea Bonomo parlano le parti civili che confermeranno le loro richieste di rinvio a giudizio dell'ex ministro Salvini. Si tratta di AcccoglieRete, Legambiente ed Arci, rappresentate rispettivamente dagli avvocati Corrado Giuliano, Daniela Ciancimino e Antonio Feroleto, e una famiglia di migranti che era a bordo della Gregoretti, rappresentata dall'avvocato Massimo Ferrrante. Alla fine l'arringa dell'avvocato Giulia Bongiorno.

"Torno tranquillo dai miei figli e spero che il 14 maggio si chiuda qua - ha detto Matteo Salvini uscendo dall'aula bunker -. Quando facevo il ministro, a differenza di altri che non ricordano, erano oneri e onori. Se vuoi fare una vita tranquilla fai altro. Se vuoi combattere la mafia, la camorra, la 'ndrangheta, gli spacciatori e gli scafisti sai che corri qualche rischio". E ha aggiunto: "Oggi sentire dire la pubblica accusa che ho rispettato le norme italiane e internazionali, ho salvato vite e fatto il mio mestiere e non commesso alcun reato mi ripaga di mesi e mesi di amarezze. E ribadisco: se gli italiani mi riattribuiranno responsabilità di governo in maniera diretta e competenze su materia di sicurezza e immigrazione rifarò esattamente quello che ho fatto: combattere gli scafisti e costringere l'Europa a dire che esistiamo".