Roberto

Pazzi

Pietà per le donne belle. Forse dovremo ricrederci su Cenerentola, alla luce di quello che ha dichiarato Michelle Hunziker su come la bellezza l’abbia discriminata, ed immaginarci le sue sorellastre intelligenti quanto lei era stupida? Scherzi a parte la denuncia dell’attrice di quanto la bellezza possa stringere la valutazione di una persona, donna o uomo che sia, al solo aspetto esteriore, a danno delle qualità interiori, ha molta credibilità.

Un poeta, mi ricordava Cesare Garboli, diversi anni fa, ha scritto "Pietà per le donne belle" proprio in considerazione di un destino ingrato che grava sul loro capo, a causa dell’appetibilità della bellezza che le sovraespone a oggetto di spasmodica cupidigia da una parte e dall’altra le reifica a donne a una sola dimensione. Belle e oche. Sta di fatto che i doni più alti paiono carismi regali, non meritocratici ma elettivi retaggi di nascita, come la bellezza e il genio. Si nasce con la faccia di Michelle Hunziker, come col genio di Mozart, non si possono guadagnare né l’una, né l’altro. Ma solo invidiare. E proprio il sentimento della nostra esclusione, dell’impossibilità di ottenerli con la fatica e lo studio, fa apparire divini quei doni. Sembrerebbe un mito da sfatare, se si pensa alla solitudine di un genio come Leonardo, in questi giorni rivisitato in tv da un film di successo, e a quella di Greta Garbo, che forse avrebbe sottoscritto le parole della bellissima Michelle Hunziker.