Black Friday (Ansa)
Black Friday (Ansa)

Roma, 20 novembre 2018 - Meno male che si chiama ‘Black friday’, perché a ben vedere la febbre degli sconti su alcuni siti online è già salita da giorni. Senza attendere il prossimo, fatidico venerdí in cui milioni di ditine compulseranno le tastiere di smartphone, tablet e pc a caccia dell’acquisto della vita a prezzo stracciato. Più o meno, visto che in verità gli sconti promessi nelle home page che contano non sono quasi mai così mega come quelli tradizionali del dopo Epifania. Ma questi sono dettagli, l’importante è risparmiare. Comunque, fin da subito, anche oltre il ‘Venerdì nero’, se possibile. E a quanto pare lo è. Eccome.

Le prime piattaforme web a giocare d’anticipo (già dalla scorsa settimana), in questa sfida per accaparrarsi frotte di clienti a suon di offerte, sono state Unieuro, ePrice, Poltronesofà e profumerie Douglas. Da lunedí le hanno affiancate i siti di Ryanair e Amazon. Gli altri big (Euronics e Mediaworld, per l’elettronica; Sephora per la cosmesi; Zalando e Ovs sul versante dell’abbigliamento) preferiscono. invece, restare coperti per piazzare lo sconto vincente solo allo scoccare esatto della mezzanotte di venerdí. Le chiamano strategie di mercato...

FOCUS Le offerte principali

Il Politecnico di Milano ha calcolato che quest’anno il ‘Black friday’ farà il botto: gli acquisti online degli italiani per la prima volta supereranno il miliardo di euro, con una crescita del 35% circa sul 2017. Nel venerdí delle grandi occasioni, per i siti aderenti, in media il fatturato sarà tre volte superiore a quello registrato in un giorno di affari qualsiasi. Chissà se i proprietari della catena di distribuzione statunitense Macy’s  si immaginavano di inaugurare una tendenza di successo planetaria, quando nel 1924, il giorno dopo al Ringraziamento, organizzarono una parata per celebrare l’inizio delle compravendite natalizie. Dall'anno successivo altri esercizi commerciali seguirono l'esempio, attirando i consumatori con 'sales' sempre più vantaggiosi. 

Le 10 regole contro trappole (e fregature)

È dalla parata della Macy's che si fanno risalire le origini del ‘Black friday’, diventato popolare soprattutto a partire dagli anni ‘80. Prima negli States e poi anche nel Vecchio Continente. La riccorrenza commerciale cade ogni anno il giorno successivo alla festa religiosa del Ringraziamento (molto sentita Oltre Oceano) con la quale, ogni quarto giovedî di novembre, si loda il Signore per il raccolto e per quanto ricevuto nel corso dell’anno appena trascorso. Particolare cromatico, l'evento si chiama ‘Venerdí nero’ in quanto, ai tempi in cui la festa è stata istituita, i registri di cassa dei negozi erano compilati a penna: rossa per i conti in perdita, nera per quelli in attivo.

Anche quest’anno in Italia la parte da leone nelle vendite sarà appannaggio di Amazon. Dodici mesi fa, nel periodo compreso fra il 'Giorno del Ringraziamento' e il 'Turkey 5', ossia il lunedì successivo, il gigante dell’e-commerce ha ricevuto ordini per 140 milioni di prodotti. Ora il colosso a stelle e strisce punta a infrangere anche questo record. Scorrendo le proposte commerciali delle grandi aziende, si segnala Mediaworld, con la sua domenica senza Iva (-22% su tutti i prodotti), mentre Unieuro è in pista, fino a lunedì, con il ‘black rock’, un volantino pieno di occasioni  Dal canto suo Poltronesofà prevede promozioni (fino al 70%) su quattro modelli di divani e divani-letto. C'è tempo fino a domenica. Per i patiti dell’abbigliamento il risparmio è assicurato dalla triade Asos, Zalando e Ovs, anche nei negozi fisici. Biglietti scontati infine sui voli della Ryanair (che propone un'offerta diversa per ogni giorno) e pacchetti vacanze più leggeri sui siti eDreams e Vologratis.

Fin qui le offerte, ma le associazioni dei consumatori mettono in guardia i cittadini dalle ‘sole’ sul web in pieno ‘Black friday’. Una serie di consigli a firma di Adiconsum e Centro europeo consumatori possono essere utili a scongiurare 'pacchi'. Il primo segreto per un acquisto sereno sta nel privilegiare le grandi piattaforme, come Amazon, eBay e Zalando (per l’abbigliamento). Il fatto di navigare su un sito .it non è di per sé garanzia che il negozio abbia la propria sede in Italia. L’azienda potrebbe spedire da Paesi extra Ue, scansando così la normativa europea a tutela dei consumatori. All’acquirente così non resta che verificare se il venditore abbia inserito i suoi recapiti sul sito (indirizzo geografico, telefono ed email). Non è un vezzo, né un favore del commerciante ben disposto. Si chiama obblitgo di legge.