Michele Brambilla E forse non fu quel Migliore narrato dalla propaganda: ma Togliatti sapeva che la sua Ditta aveva dei dipendenti che coincidevano con i clienti. E cioè gli operai. Gli Agnelli, che erano allora – e di gran lunga – i più grossi industriali italiani, e quindi la quintessenza del “Padrone”, sapevano bene quanto era importante il calcio per il...

Michele

Brambilla

E forse non fu quel Migliore narrato dalla propaganda: ma Togliatti sapeva che la sua Ditta aveva dei dipendenti che coincidevano con i clienti. E cioè gli operai. Gli Agnelli, che erano allora – e di gran lunga – i più grossi industriali italiani, e quindi la quintessenza del “Padrone”, sapevano bene quanto era importante il calcio per il popolo: al punto che negli anni Settanta imbottirono la loro Juventus di calciatori meridionali per rendere orgogliosi i propri operai emigrati a Torino dal Sud.

Dopo Togliatti ci fu Berlinguer, e la Ditta di quello continuava a vivere: della classe operaia. Quell’Italia è però sparita da un pezzo, forse già da quando Giorgio Bocca venne a Carpi per fare un reportage sulla "via emiliana al comunismo" e uno dei suoi intervistati gli spiegò: "La novità è che qui i capitalisti siamo noi comunisti".

Il Pci-Pds-Ds-Pd viene da una lunga storia di difesa degli "sfruttati", come si diceva una volta: ma la storia cambia. Perfino la Juventus è un’altra cosa. E gli sfruttati oggi sono altri, che più facilmente votano Lega. Finita l’epopea delle masse operaie, al Pd sono rimaste battaglie civili – e borghesi – già fatte e già vinte, da un pezzo, dai radicali; e un elettorato di intellettuali e classe media. Resta anche, in posti dove si è governato a lungo, una tradizione di buona amministrazione, certo. Ma la crisi c’è, e non dipende da Zingaretti, dipende dal fatto che la Ditta non sa più quale sia la propria ragione sociale.

Il Pci non era un partito con un’ideologia: era una chiesa con un suo dio.

Oggi il mondo è cambiato – pure grazie ai comunisti, va detto – e in quel dio non v’è più bisogno di credere. Resta, in chi vi aveva creduto, quello smarrimento cantato anni fa da Gaber e balbettato oggi da un segretario amareggiato e dalle sue piccole, litigiose correnti.