Roma, 30 dicembre 2018 - Rigate diritto. Perché con l’anno nuovo scatterà inesorabile l’aumento delle multe, un automatismo previsto dal Codice della strada ogni due anni. Il decreto è stato appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Confermate le anticipazioni degli addetti ai lavori come Asaps  che avevano già  fatto i conti, applicando lo scatto del +2,2%, corrispondente alla variazione - accertata dall’Istat - dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, dal 2016 ad oggi (come prevede l'articolo 195 del Codice della strada). Per una delle infrazioni più pesanti - e pericolose -, com’è l’eccesso di velocità di sessanta chilometri all’ora oltre il limite, la sanzione sarà di 847 euro (oggi è di 829). Ancora: la violazione ‘di base’ come il divieto di sosta peserà per un euro in più, passando da 41 a 42. Mentre se imboccate una corsia riservata ai bus o la zona a traffico limitato, dovrete pagare una multa  di 83 euro (oggi è di 81). Ancora: guidare con il telefonino costerà quattro euro in più, 165 euro invece di 161. E così via.
Asaps nell'anticipare le nuove tariffe aveva commentato amaramente: "Non crediamo che questo ulteriore aumento delle sanzioni serva alla causa della sicurezza stradale. Serve invece un incremento delle pattuglie sulle strade. Ma quello negli anni non ha seguito l'incremento dell'inflazione e ha visto sempre il segno meno". 
"Il problema è come vengono usati i proventi dellle multe - affonda Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. La legge prevede che vengano utilizzati per la sicurezza stradale e ciò non avviene: non si devono aumentare le sanzioni se prima non si assicura che i fondi tornino agli automobilisti per qualità delle strade e dei servizi". Pensate un po': quest'anno i Comuni i hanno incassato dalle multe 1 miliardo e 340 milioni. E da gennaio s'allarga anche la rete del nuovo tutor, che vigila da luglio sugli spostamenti degli italiani.

Ecco le nuove tratte (sono quelle sottolineate in verde). 

nuovi tutor

 

Nuovi tutor