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8 lug 2022
8 lug 2022

Anche Salvini è tentato Ma teme un autogol

8 lug 2022

Oltre al pungolo esterno rappresentato da Giorgia Meloni, per la Lega ci mancava anche il confronto "interno" al governo con i grillini. Un doppio fronte che Salvini potrebbe far fatica a reggere. Il Capitano deve farsi "riconoscere" dai propri elettori come l’uomo che difende i "veri" interessi del centrodestra al governo e per questo non può permettersi che i cinquestelle "ottengano" dal premier più di quanto sappia fare lui. Un circolo vizioso che lo obbliga ad alzare continuamente l’asticella e di fatto a minacciare la crisi, tanto quanto sta facendo Conte. Ovviamente su temi diversi, i suoi, quelli che vanno dalla difesa delle partite Iva, alle tasse, alla concorrenza, il potere d’acquisto.

Il vicolo nel quale si muove la Lega è comunque molto molto stretto. Perché se da una parte potrebbe rivelarsi sanguinoso restare dentro al governo anche in un autunno che non si preannuncia facilissimo, là fuori c’è Giorgia Meloni che non aspetta altro di accogliere Salvini al grido di "finalmente". Mostrando a tutti che la scelta di stare fuori dall’esecutivo di unità nazionale era quella giusta, e che anche stavolta la Lega è stata capace di andarle dietro. Di là c’è un Capitano, di qui un Generale, anzi una generalessa. In più Salvini deve confrontarsi con un fronte interno variegato, in cui l’idea di uscire dal governo non è molto popolare, e con una "base" elettorale specie nell’operoso nord da sempre governista.

Molti osservatori giurano che alla fine Salvini non la reggerà, e saluterà la compagnia. Sempre che non l’abbia fatto prima Conte. Anche per questo, la partita si gioca molto sui tempi.

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