di Riccardo Jannello Non c’è limite all’espansione di Amazon: adesso il colosso dell’e-commerce si mette a fare il… parrucchiere. D’altronde se l’anno di lockdown ha paralizzato gli introiti dei piccoli negozi di barba e capelli, ha invece aumentato fatturato e ricchezza del suo padrone, Jeff Bezos, che grazie ai tanti pacchi recapitati alla gente costretta a casa può ora realizzare i suoi sogni in assoluta tranquillità. Fra questi c’era probabilmente quello di essere hair stylist, visto che per ragioni personali non può essere un cliente. E così ha...

di Riccardo Jannello

Non c’è limite all’espansione di Amazon: adesso il colosso dell’e-commerce si mette a fare il… parrucchiere. D’altronde se l’anno di lockdown ha paralizzato gli introiti dei piccoli negozi di barba e capelli, ha invece aumentato fatturato e ricchezza del suo padrone, Jeff Bezos, che grazie ai tanti pacchi recapitati alla gente costretta a casa può ora realizzare i suoi sogni in assoluta tranquillità.

Fra questi c’era probabilmente quello di essere hair stylist, visto che per ragioni personali non può essere un cliente. E così ha deciso di aprire un salone di 450 metri quadrati in Brushfield Street, nel quartiere di Spitalfield a Londra, affidando alla squadra dell’italiana Elena Lavagni trucco e parrucco. Per il momento l’accesso – e per un adeguato periodo di prova di qualche settimana – è limitato ai dipendenti del colosso americano; d’altronde il quartier generale londinese dell’azienda si trova a soli cinque minuti a piedi e per impiegati e spedizionieri è anche una passeggiata divertente da fare, non si sa se possibile anche in orario di lavoro. Il salone è, ovviamente, tecnologico al massimo: il cliente potrà, grazie alla realtà aumentata, vedere su uno schermo fin dall’inizio quale sarà l’effetto del suo taglio e del suo colore una volta realizzato, con il vantaggio di frenare sul nascere eventuali… colpi di testa, e potrà scegliere selezionandoli su un touch screen i prodotti per la bellezza dei capelli da usare sul posto o da acquistare sul canale Amazon.

Al resto penserà, naturalmente, la capacità di parrucchieri e parrucchiere. I clienti del salone Amazon avranno poi a disposizione dei "fire tablet" che potranno utilizzare durante il trattamento: viene da pensare che si tratti di uno stimolo in più per acquistare qualche altro prodotto, magari l’ultimo libro sulla monarchia, che compare nel catalogo dell’azienda. Che ha pensato anche a chi passa davanti all’edificio: troverà un vero e proprio store on line dei prodotti di bellezza. Inquadrando il codice di ognuno con lo smart potrà ordinare quelli che più desidera e gli verranno consegnati a casa. "Sarà una struttura unica per avvicinarci sempre più ai nostri clienti – ha spiegato John Boumphrey, direttore di Amazon per il Regno Unito –. E sarà un luogo per sperimentare nuove tecnologie". Amazon cavalca la ripresa; lo fa, a Seoul, anche un franchising importante come l’italiano Barberino’s, che ha deciso di aprire un salone nel centro commerciale Hyundai di Yeouido. Sono finiti i tempi dei piccoli negozi di parrucchiere dove parlare di calcio e scambiarsi i calendarietti con donnine discinte. E dove la mafia poteva regolare i suoi conti e uccidere Albert Anastasia mentre si faceva la barba. Adesso è tutto proiettato nel futuro. Magari arriveremo a farci i capelli virtualmente. O per e-commerce.