Filippo Anelli, presidente Fnomceo, Federazione Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri. Alla fine chi decide sulla seconda dose di vaccino AstraZeneca? "Dobbiamo ripristinare le regole. È nel rapporto medico-paziente che si risolve il problema. Draghi lo ha detto. Ora vedo un barlume di razionalità nella questione. Ma il...

Filippo Anelli, presidente Fnomceo, Federazione Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri. Alla fine chi decide sulla seconda dose di vaccino AstraZeneca? "Dobbiamo ripristinare le regole. È nel rapporto medico-paziente che si risolve il problema. Draghi lo ha detto. Ora vedo un barlume di razionalità nella questione. Ma il meccanismo messo in atto fino ad ora non ha tenuto in debito conto le procedure e le regole seguite nella somministrazione dei farmaci". Rammenta Anelli: "I medici da sempre fanno l’esame critico di un paziente, in ragione anche della sua storia clinica. E poi decidono il tipo di terapia". Ma su AstraZeneca le indicazioni sono cambiate spesso... "Le indicazioni e le raccomandazioni sui farmaci variano nel tempo in ragione degli studi, delle osservazioni, della sorveglianza – è la replica di Anelli –. Poi i medici decidono liberamente sulla base delle caratteristiche dell’individuo. Anche la magistratura di fronte a tanti ricorsi ha sempre detto, l’ultima parola spetta a loro".

Ma non è troppo tardi fare l’analisi poco prima di essere vaccinati? "La cosa ottimale sarebbe stata affidarla al medico di famiglia – riconosce il presidente Fnomceo –. Ma Arcuri ha scelto la strada degli hub. Cambiare oggi? Mi pare complicatissimo. Magari quando la situazione sarà più tranquilla ci si potrà pensare".

La decisione finale, rimarca, "dev’essere condivisa dal cittadino. Perché il principio è sacrosanto. Nessuno può somministrare un farmaco contro la volontà del paziente". Ma se il medico dice no e il paziente non è d’accordo? "Il vaccino non può essere somministrato. Perché qui non stiamo parlando di un’autosomministrazione".

ri. ba.