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Le onde di Pasternak

VEDI I VIDEO “Le onde” detta da Carmelo Bene , “Il caso Pasternak”, trasmissione RAI 1958, prima parte , … e seconda parte , “In morte di Majakovskij” detta da Carmelo Bene, con immagini del funerale del poeta , “Così si comincia” Firenze, 4 settembre 2018 Le onde Tu mi stai accanto, lontananza del socialismo. Dici d’esser vicina? Frammezzo alle […]

Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2018 alle 02:00

VEDI I VIDEO “Le onde” detta da Carmelo Bene , “Il caso Pasternak”, trasmissione RAI 1958, prima parte , … e seconda parte , “In morte di Majakovskij” detta da Carmelo Bene, con immagini del funerale del poeta , “Così si comincia”

Firenze, 4 settembre 2018

Le onde

Tu mi stai accanto, lontananza del socialismo.
Dici d’esser vicina? Frammezzo alle angustie,
in nome della vita, in cui ci siamo legati,
trasportaci, ma solo tu.

Tu mandi fumo tra una nebbia di teorie,
terra fuori di ciarle e di calunnie,
come una porta sul mondo e una porta sul mare,
e una porta sulla Georgia da Mleti.

Tu sei il paese ove le donne di Putivl’
non piangono prima del tempo come i cuculi,
e con tutta la verità io le rendo felici,
e ad essa non occorre distoglierne lo sguardo.

Dove respirano l’una accanto all’altra,
e i ganci della passione non scricchiano
e non danno un residuo di frazioni
per sventura delle madri e dei bambini.

Dove io non ricevo alcun resto
in vita spicciola dall’esistenza,
ma segno solo ciò che spendo
e spendo tutto quello che conosco.

Dove la voce, mandata a rincorrere
una novità indistruttibile,
con l’esultanza del mio bambino
mi fa eco dall’avvenire.

Qui sarà tutto: ciò che ho vissuto
nei presagi e nella realtà,
e coloro di cui non sono degno,
e ciò per cui fra di essi ho un nome.

Tu sei ancora qui, e mi hanno detto
ove sei adesso e ove sarai alle cinque.
Io ti potrei trovare nel Kursaal,
piuttosto che ciarlare invano.

Tu ascolteresti ritornando giovane,
grande, libera, audace,
dell’uomo giunto al limite
da una formica che è cresciuta troppo.

Vi sono nell’esperienza dei grandi poeti
tali tratti di naturalezza
che non si può, dopo averli conosciuti,
non finire con una mutezza completa.

Imparentati a tutto ciò che esiste, convincendosi
e frequentando il futuro nella vita di ogni giorno,
non si può non incorrere alla fine, come in un’eresia,
in un’incredibile semplicità.

Ma noi non saremo risparmiati,
se non sapremo tenerla segreta.
Più d’ogni cosa è necessaria agli uomini,
ma essi intendono meglio tutto ciò che è complesso…

(traduzione di Angelo Maria Ribellino)

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Ты рядом, даль социализма.
Ты скажешь близь? Средь тесноты,
Во имя жизни, где сошлись мы,
Переправляй, но только ты.

Ты куришься сквозь дым теорий,
Страна вне сплетен и клевет,
Как выход в свет и выход к морю,
И выход в грузию из млет.

Ты край, где женщины в путивле
Зегзицами не плачут впредь,
И я всей правдой их счастливлю,
И ей не надо прочь смотреть.

Где дышат рядом эти обе,
А крючья страсти не скрипят
И не дают в остатке дроби
К беде родившихся ребят.

Где я не получаю сдачи
Разменным бытом с бытия,
Но значу только то, что трачу,
А трачу все, что знаю я.

Где голос, посланный вдогонку
Необоримой новизне,
Весельем моего ребенка
Из будущего вторит мне.

Здесь будет все: пережитое
В предвиденьи и наяву,
И те, которых я не стою,
И то, за что средь них слыву.

И в шуме зтих категорий
Займут по первенству куплет
Леса аджарского предгорья
У взморья белых кобулет.

Еще ты здесь, и мне сказали,
Где ты сейчас и будешь в пять,
Я б мог застать тебя в курзале,
Чем даром языком трепать.

Ты б слушала и молодела,
Большая, смелая, своя,
О человеке у предела,
Которому не век судья.

Есть в опыте больших поэтов
Черты естественности той,
Что невозможно, их изведав,
Не кончить полной немотой.

В родстве со всем, что есть, уверясь
И знаясь с будущим в быту,
Нельзя не впасть к концу, как в ересь,
В неслыханную простоту.

Но мы пошажены не будем,
Когда ее не утаим.
Она всего нужнее людям,
Но сложное понятней им.

Boris Pasternak

(da “Le onde”, 1931)

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