Foto: DNY59/iStock
Foto: DNY59/iStock
Il Bureau National Interprofessionnel du Cognac (BNIC) ha annunciato che a partire dall'1 aprile 2018 la classificazione XO varrà per cognac invecchiati in botte per un minimo di dieci anni, a differenza dei precedenti sei. Il motivo è di ordine pratico e qualitativo.

L'INVECCHIAMENTO DEL COGNAC
Prima di approfondire la notizia, è forse opportuno riassumere un paio di cose. Il cognac è protetto dalla legge francese un po' come il diritto italiano regolamenta i prodotti DOC. Questo significa che il nome cognac può essere utilizzato esclusivamente per distillati ottenuti da vitigni bianchi della Francia centro occidentale e seguendo una precisa lavorazione, che comprende anche l'invecchiamento in barrique di quercia francese. La denominazione che può essere impressa sull'etichetta dipende dal numero di anni di affinamento: De Luxe o VS (che sta per Very Special) se invecchia per almeno due anni; Réserve o VSOP (Very Special Old Pale) se gli anni sono almeno quattro; XO (eXtra Old) se sono almeno sei fino a oggi e almeno dieci a partire da aprile 2018.

LE DENOMINAZIONI AGGIUNTIVE
VS, VSOP E XO sono le denominazioni riconosciute a livello legislativo. Ne esistono però altre legate alla tradizione e diffuse in commercio: per esempio Napoléon, che indica un affinamento intermedio fra VSOP e XO, e termini riferiti a invecchiamenti molto lunghi, come Vieille Réserve, Hors d'age oppure Extra (un cognac può trascorrere anche sessant'anni in botte). Proprio la capacità del cognac di invecchiare bene ha fatto sì che i produttori tendessero a mettere sul mercato numerose bottiglie con oltre 10 anni di affinamento.

XO: PERCHÉ DA SEI A DIECI ANNI?
Il Bureau National Interprofessionnel du Cognac ha sottolineato che “ci sono già moltissimi cognac denominati XO che superano i dieci anni di invecchiamento in botte, cioè più di quanto richiesto per legge. La nuova misurazione nasce dunque dalla necessità di allineare i regolamenti al mercato e anche di favorire il posizionamento qualitativo degli XO”. Va da sé che il termine dell'1 aprile 2018 non è un fulmine a ciel sereno: già nel 2011 il BNIC aveva avvertito i distillatori, in modo che potessero arrivare preparati all'appuntamento. Ora però la nuova classificazione sta per essere adottata e quindi i dettagli legislativi e tecnici stanno per influenzare direttamente gli estimatori del cognac.

Leggi anche:
- Monkey 47, il gin tedesco che piace a tutti
- Monkey Shoulder, il whisky scozzese più trendy
- Irish Whiskey, si prevede un'ascesa nel 2018