Un articolo apparso sulla rivista Journal of Environmental Psychology spiega che per fare il pieno di energia non è necessario bere litri di caffè: è sufficiente annusarne il profumo. Lo studio, a firma di un'equipe dello Stevens Institute of Technology, nel New Jersey, mette in risalto la capacità dell'olfatto di innescare sensazioni positive nel cervello grazie all'ausilio dell'effetto placebo.

PROFUMO NELL'ARIA
La ricerca è stata condotta sottoponendo 114 studenti a una serie di quesiti matematici tratti dal GMAT (Graduate Management Admission Test), un esame che serve a stabilire l'attitudine agli studi aziendali a livello universitario e post-universitario. I volontari sono stati divisi in due gruppi, uno dei quali è stato esposto al profumo di caffè per tutta la durata del test.

BENEFICI IMMEDIATI
L'esperimento ha messo in luce due aspetti degni di nota. Il primo è che i soggetti deliziati con l'aroma di caffè hanno ottenuto punteggi più alti nelle prove matematiche. In aggiunta, da una serie di altre domande specifiche è emerso che l'odore della bevanda aveva caricato psicologicamente gli studenti, amplificando le loro aspettative sulla buona riuscita del test.

EFFETTO PLACEBO
Facendo uno più uno, i ricercatori hanno concluso che la fragranza di caffè mette in moto una sorta di effetto placebo, in cui la crescita dell'aspettativa porta a un reale miglioramento delle prestazioni. L'ipotesi è stata rafforzata da un successivo sondaggio, nel quale 208 persone non coinvolte nel primo esperimento hanno confermato, che a differenza di altri odori, il profumo del caffè viene associato con l'idea di essere vigili e pieni di forze.

PIÙ ATTENZIONE ALL'OLFATTO
I numeri ridotti dell'indagine suggeriscono la necessità di approfondire l'argomento su scala più ampia. Tuttavia, dicono gli scienziati, i risultati raccolti appaiono indicativi di come l'olfatto sia uno dei nostri sensi più potenti, e rappresenti un'area di studio ancora poco esplorata ma dal grande potenziale. La coordinatrice della ricerca Adriana Madzharov spiega ad esempio che "i datori di lavoro, gli architetti, gli sviluppatori di edifici, i gestori di spazi commerciali e altri potrebbero usare profumi delicati per contribuire a plasmare l'esperienza dei dipendenti o dei visitatori all'interno di un ambiente".

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