Mercoledì 29 Maggio 2024

Visori e cubi interattivi Così si studia giocando

IMPARARE GIOCANDO si può. È da sempre il mito della didattica, ora, però, la tecnologia di connettività lo consente. Puntano a questo due soluzioni sviluppate da Vodafone per la scuola. L’obiettivo? "Accompagnare il processo di digitalizzazione della didattica. Il digitale consente di integrare modalità di apprendimento tradizionali con l’acquisizione di competenze orientate al futuro, fondamentali nel percorso di studio dei giovani", spiega Cinzia Campanella, responsabile soluzioni verticali per le aziende Vodafone Italia. Si tratta di "Vodafone LeARning", per un’esperienza di apprendimento personalizzata e immersiva, e di "Vodafone Mosaic", per promuovere l’inclusione scolastica di alunni con disabilità e disturbi cognitivi, autismo e fragilità. Queste soluzioni tecnologiche vanno nella direzione auspicata da “Scuola 4.0” il capitolo dedicato alla transizione digitale scolastica, inserito e finanziato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Con il piano Scuola 4.0 il ministero dell’Istruzione ha scelto di destinare 2,1 miliardi di euro alla trasformazione di oltre 100mila aule tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento grazie a dotazioni digitali avanzate. "L’utilizzo delle tecnologie digitali nei processi di insegnamento, grazie a un alto livello di personalizzazione e flessibilità delle soluzioni, consente di accrescere la cooperazione e le relazioni all’interno della classe, sia fra studenti sia fra studenti e docenti. Le soluzioni Vodafone innovano e digitalizzano la didattica creando ambienti flessibili, collaborativi, inclusivi, sicuri e tecnologici", sottolinea Cinzia Campanella. Che prosegue: "Questi due progetti sono l’esito di una sperimentazione durata due anni e portata avanti con il Politecnico di Milano. Oltre alle soluzioni tecnologiche, ci teniamo a dare supporto innovativo anche per la didattica". "Vodafone LeARning" è una piattaforma di apprendimento ideata per le scuole secondarie di II grado che sfrutta le potenzialità della classe aumentata: consente di simulare scenari pratici di vario tipo con interazioni insegnante-alunni in tempo reale. Con questa tecnologia è possibile attivare dinamiche di insegnamento in presenza e da remoto altamente coinvolgenti grazie all’impiego di modelli 3D in realtà aumentata. La soluzione funziona con dispositivi di realtà mista come gli occhiali Nreal, Hololens 2 e con smartphone che consentono sì di immergersi nel mondo virtuale, ma al contempo di non isolarsi e di mantenere la visione sull’ambiente. La lezione aumentata può essere mostrata su Lim, la lavagna di nuova generazione, o un altro monitor o proiettore, grazie a uno smartphone usato come telecamera. È possibile fruire l’esperienza anche con visori di realtà virtuale, creando un ambiente educativo completamente digitale.

A sviluppare questa tecnologia immersiva è stata una giovane startup, FifthIngenium, vincitrice dell’edizione 2020 del programma Vodafone “Action for 5G” ed è già stata impiegata per lezioni aumentate al Liceo Parini e al Politecnico di Milano. "Nella realtà aumentata, gli studenti trovano degli elementi, ad esempio delle forme geometriche tridimensionali o tessere come quelle del Memory, cui è in qualche modo associato un contenuto, che può essere un’immagine, un simbolo, una parola. Al momento dell’attività, lo studente può lavorare sui concetti legandoli tra loro con delle frecce colorate o accostandoli visivamente come a rendere reale una mappa concettuale utile ai fini dell’apprendimento di un certo argomento", spiega Campanella.