Martedì 18 Giugno 2024

"Bioplastiche e polistirene riciclato: da qui passa la svolta"

Bioplastiche e polistirene riciclato

Bioplastiche e polistirene riciclato

UNA MULTINAZIONALE made in Italy e familiare. In cinquant’anni, da quando fu fondata da Antonio Simonazzi nel 1973 a Fontanellato, in provincia di Parma, dove ancora oggi si trova il quartier generale, Flo è diventata un marchio storico e uno dei principali player nel settore della produzione di stoviglie, contenitori per alimenti e bicchieri per la distribuzione automatica. Un traguardo raggiunto grazie alla capacità di saper diversificare la produzione per adattarsi ai cambiamenti di mercato, anticipando nel tempo le richieste di prodotti sostenibili ed ecologici investendo, in particolare nell’ultimo decennio, nella differenziazione dei materiali, dalla plastica tradizionale alla bioplastica compostabile per arrivare alla carta. Una strategia che si è rivelata vincente anche a livello di business. Il gruppo Flo infatti ha chiuso il 2022 con un fatturato di 225 milioni di euro (+20% rispetto al 2021 e il più alto di sempre).

A oggi, quindi, il gruppo parmense continua a consolidare la sua posizione di leader con cinque sedi produttive tra Italia (Fontanellato, la I&D di Catania e la ISAP-Packaging di Verona specializzata nella produzione di stoviglie monouso e packaging alimentare come i vasetti per lo yogurt) ed Europa (Francia e UK), circa 750 dipendenti, oltre 3.600 referenze attive, 3.000 clienti e la presenza in circa 45 Paesi del mondo dall’Europa al Nord Africa, dagli Usa all’Australia. "Flo negli ultimi 10 anni ha condotto un’intensa attività di ricerca e sviluppo – esordisce Daniele Simonazzi, amministratore delegato di Flo dal 2013 – e negli ultimi cinque anni il gruppo ha investito oltre 30 milioni di euro, con l’obiettivo di diversificare la produzione e spostarci verso materiali più naturali e derivati da risorse rinnovabili, in un’ottica di economia circolare".

Quando è iniziato questo processo di trasformazione green?

"Nel 2012 con l’acquisizione di Benders, azienda inglese produttrice di bicchieri in carta per vending e Horeca, e proseguito nel 2018 quando lo stabilimento francese di Flo Eu ha convertito la produzione da plastica a carta. Questo ci ha permesso di anticipare le decisioni della Commissione Europea che con la Supd, la direttiva europea sui prodotti monouso come piatti, posate e bicchieri entrata in vigore anche in Italia, ha imposto un’importante riduzione dei packaging in plastica. E in questo senso la recente inaugurazione del nuovo reparto per la produzione di bicchieri in carta a Fontanellato, con un investimento di circa 2 milioni di euro, rappresenta un ulteriore step in avanti e solo il primo del 2023".

Un percorso quindi verso l’addio alla plastica?

"L’obiettivo è quello di utilizzare materiali sempre più eco-sostenibili e nel 2022 la quota dei nostri prodotti in plastica si è ridotta a circa il 43%. Questo non significa però che si potrà fare completamento a meno della plastica per il packaging alimentare ma la sfida già iniziata è quella di sostituirla, come sta già avvenendo, con quote sempre più alte di plastica riciclata e bioplastiche. Una sfida dove possiamo dire che Flo sia all’avanguardia grazie alle innovazioni che nascono sia nei nostri laboratori di ricerca di Parma e di Verona, sia dai partner che realizzano e ci forniscono i nuovi materiali. Come il polistirene riciclato realizzato con Versalis Revive® PS Land – Series Forever, la gamma sviluppata dalla società chimica di Eni, per quello che sarà l’Hybrid 3.0, l’evoluzione del progetto Hybrid 2.0, i bicchieri per distributori automatici riciclabili al 100%".

Oltre ai bicchieri l’innovazione sostenibile ha riguardato anche altri prodotti?

"Per esempio Gea, presentata nel 2018, la prima linea di capsule al mondo 100% biobased che può essere riciclata nell’umido e che garantisce una barriera dall’ossigeno unita ad una eccellente qualità del caffè erogato. Le capsule Gea soddisfano non solo le esigenze dei torrefattori e degli amanti del caffè, ma anche di chi è particolarmente sensibile alle tematiche ambientali legate alla gestione dei rifiuti. Ma vorrei citare anche il progetto Alpha, la nuova generazione di palette del caffè prodotte con carta trattata con tecnologia Qwarzo che grazie all’utilizzo di una sostanza abbondante in natura, la silice, permette di creare un rivestimento impermeabile 100% plastic free".

La ricerca di nuovi materiali in linea con la transizione green non dimentica la qualità dei prodotti che devono essere comunque funzionali? "Indubbiamente al centro del successo di Flo c’è anche l’attenzione alla qualità a 360°. Ogni giorno vengono effettuati oltre 10.000 controlli sui prodotti, in particolare si testano i loro parametri chimico-fisici. La tracciabilità del prodotto è garantita dall’adozione di un sistema che permette di seguirne la storia dall’ingresso della materia prima nello stabilimento alla singola confezione venduta al cliente. Grande importanza la ricopre anche il fine vita, e infatti Flo si assicura che i suoi prodotti abbiano un fine vita virtuoso, che siano quindi riciclabili nella plastica o nella carta, oppure biodegradabili e compostabili nell’organico".

Quanto ha inciso per un gruppo come Flo il caro-energia e materie prime?

"Le tecnologie di trasformazione all’interno dei nostri siti produttivi sono di ultima generazione e in costante aggiornamento anche per il risparmio energetico. Ovviamente abbiamo risentito degli aumenti dei prezzi sia dell’energia, sia delle materie prime che ci ha costretto a trasferire l’incremento dei costi a valle. Ma questo non ha frenato il nostro sviluppo nel 2022 e guardiamo con fiducia anche al 2023 con un piano di crescita sia per linee interne sia, se si creeranno le occasioni, anche con nuove acquisizioni mantenendo sempre il nostro Dna, quello di una multinazionale familiare che non punta sui risultati di breve termine ma di lungo periodo".