Milano, 18 marzo 2017 - La rincorsa europea del Milan è sempre più credibile: nell'anticipo i rossoneri di Montella battono il Genoa di misura e puntano dritto alla zona Europa League momentaneamente acquisita in attesa di conoscere il risultato di domani dell'Atalanta (ore 15.00 contro il Pescara). Le tante assenze non hanno influito sul rendimento di una squadra che ormai ha assodato gli schemi e che può variare nell'undici fornendo sempre prestazioni all'altezza: dimenticato il weekend nero della scorsa settimana questa vittoria era il miglior modo per rilanciare la propria candidatura per entrare nella top 6 della Serie A.

LA CRONACA - Il Milan danneggiato dagli infortuni si schiera a sorpresa con Bertolacci e Mati Fernandez a centrocampo, scelta che darà poi ragione a Montella, e davanti affida a Ocampos l'arduo compito di non far sentire l'assenza di Suso. Il Genoa dall'altra parte cambia sistema di gioco rinunciando al doppio centravanti e affida al solo Simeone il peso dell'attacco.

Il Milan fa la gara con il Genoa che come da previsione aspetta. La prima occasione però è proprio per il Grifone con un cross rasoterra di Lazovic che Taarabt, uno degli ex di giornata, spreca calciando addosso a Donnarumma. Poi la risposta rossonera prima con un mancino volante pericoloso di Locatelli, poi con Ocampos che vede un suo tiro salvato sulla linea da Izzo ed infine con Deulofeu che dopo una brutale accelerazione palla al piede chiude troppo il diagonale destro e calcia fuori di poco allo scoccare del 20'. 

Il gol del Milan è però maturo e con il passare dei minuti il Genoa è sempre più alle corde: bisogna aspettare la mezz'ora per vedere cambiare il risultato quando un'invenzione di Lapadula pesca in area Mati Fernandez che è bravissimo nello sfruttare l'incertezza in uscita di Lamanna e a batterlo con un pallonetto di alta classe.

Nella ripresa il Genoa fa ben poco per rimettere in piedi la partita e rischia di incassare il secondo gol invece di gettare le basi per un possibile pareggio. Il Milan si aggrappa ai guizzi di un Mati Fernandez ispirato e alle inesauribili percussioni palla al piede dei due esterni che mettono in seria difficoltà la retroguardia rossoblu, oggi in completo da trasferta.

La gara non ha particolari picchi emotivi e si adagia su standard che accontentano un Milan desideroso di non fare passi falsi in situazione di vantaggio. Gli ingressi forzati di Edenilson e Biraschi tolgono due soluzioni tattiche a Mandorlini che come unica mossa può gettare nella mischia un Pinilla che non incide.

Il Milan nel finale di gara meriterebbe il raddoppio ma in più occasioni con Deulofeu si ritrova soltanto con le mani nei capelli per l'occasione sciupata.