Perugia, 14 novembre 2017 - Nel 2018 l’azienda perugina, leader mondiale dell’abbigliamento femminile principalmente in maglia, Luisa Spagnoli festeggerà 90 anni di storia e di successi nel cuore delle donne di tutto il mondo. Alle quali una imprenditrice visionaria come la fondatrice nel lontano 1928 ha regalato il primo sogno di una moda italiana, possibile, portabile, democratica. Dopo novant’anni Nicoletta Spagnoli, presidente e ceo, vuole ricordare il genio della bisnonna con una monografia che racconti lo sbocciare dell’idea di produrre maglieria italiana partendo dal filato d’angora, con la prima cappa bianca che è conservata nell’archivio-museo aziendale a Perugia e, attraverso vecchi bozzetti e tante foto di innovative campagne, esplorare fino alle ultimissime collezioni un fenomeno del fashion che ha dello straordinario.

«Creeremo anche una collezione dedicata al novantesimo – confida Nicoletta Spagnoli – con alcuni capi icona che sono nel nostro Dna. E naturalmente riediteremo l’angora, caposaldo del brand, tenendo conto che per la Luisa Spagnoli creare in maglia significa replicare il lavoro del couturier coi tessuti. Insomma, continua il sogno dell’haute couture nelle lavorazioni che però ha un prezzo accessibile. Questo era il sogno di Luisa, oggi anche il mio». Alla presidente e Ceo piace coltivare l’idea e poi renderla reale di dare alle donne la possibilità di essere eleganti senza spendere cifre impossibili, «con la qualità, i nostri filati italiani indistruttibili, tanto che le clienti spesso ci dicono che i nostri abiti durano troppo».

Stabilimento storico e pionieristico sulla collina di S. Lucia, produzione concentrata sul territorio, l’Umbria, tante piccole aziende che lavorano da sempre per la Spagnoli, il culto della maglieria facile per distinguersi con il mood anni Sessanta e Settanta che tanto piace a Nicoletta Spagnoli. «Noi seguiamo la moda – dice – ma quella che dà suggerimenti senza imposizioni, che valorizza la persona e non la rende ridicola. Per questo dico sempre no a quello che non è di mio gusto».

Pilastri di questa maglieria d’arte il punto stoffa che fa somigliare i capi a quelli di sartoria e la maglia calata a macchina e non tagliata, lavorazione che richiede vera maestria. Tra i must più venduti le giacche e le mantelle. In maglia anche gli accessori come le borse, in limited edition, fatte a mano in lurex argento e oro. «La maglia è amica delle donne, può essere over o aderente ma sempre donante. Per la prossima collezione sto ripensando gli abiti a trapezio», conclude Nicoletta Spagnoli che guida un gruppo di 830 persone tra azienda e i 153 negozi in Italia e i 50 all’estero, con un indotto di altre 1000 aziende compresi i fornitori, e un fatturato di 128 milioni di euro. La affianca il figlio Nicola Barbarani, 22 anni, studente di economia all’ateneo di Perugia, quinta generazione dell’azienda, che ha lanciato la prima collezione di occhiali da sole firmati Luisa Spagnoli, tutti Made in Italy, e segue da un anno le vendite on line.