Roma, 7 ottobre 2017 - C'era una volta l'eros d’autore, riviste patinate e videocassette del genere a luci rosse che popolavano le fantasie proibite. Internet non esisteva e la pornografia era tutta lì. Si dice che da quando è possibile guardare i video porno sul cellulare, gli schermi dei telefonini siano diventati sempre più grandi. Una battuta in cui si può trovare un fondo di verità. Grazie all’evoluzione tecnologica e alla facilità con cui il web permette di accedere ai contenuti sessuali, la diffusione della pornografia è aumentata esponenzialmente. Il business insegue la domanda di brevi video gratuiti, fruibili da computer o smartphone, in maniera spesso compulsiva, da un numero di utenti anche giovanissimi.

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Le statistiche mostrano che a livello mondiale 70milioni di persone accedono a siti pornografici in maniera compulsiva. In Italia i consumatori abituali di contenuti a luci rosse (foto e video) sono non meno di 7 milioni. Secondo Shira Tarran, autrice del volume The Pornography Industry (Oxford University Press), dividendo il tempo totale speso on line in un anno per contenuti porno, si ottiene una media di 8 ore per essere umano sul pianeta. Un consumo pro capite che vede in testa alla classifica gli Stati Uniti con un consumo annuale di dieci ore, seguiti da Gran Bretagna e Francia con nove ore annuali, mentre Spagna, Giappone e Brasile si attestano tutti intorno alle sette ore con l’Italia in ottava posizione. I siti porno presenti sul web sono oltre 30milioni ma a spartirsi la torta, che ammonta a diverse decine di miliardi di euro, sono i principali gruppi che gestiscono le piattaforme digitali. Il più noto è Pornhub che lo scorso anno ha festeggiato i 10 anni di vita posizionandosi 52esimo tra i primi 100 siti più visitati al mondo. Tra i siti porno più visitati, secondo i dati forniti da Alexa, figurano Bongacams, Txxx, Livejasmin, Xhamster, 24video e Xvideos. Per capire l’estensione del consumo della pornografia online basti pensare che alcuni di questi siti, da soli, generano più traffico di portali di informazione del calibro della Cnn e sono secondi solo a giganti come Google, Facebook, Amazon e PayPal.

L'Università del New Mexico negli Usa, ha stimato il valore dell’industria mondiale del porno intorno ai 97 miliardi dollari. E di questo mercato un buon 70 percento si è spostato sul web. Nell’universo variegato del porno online, i ricavi derivano soprattutto dalla pubblicità ma anche dagli abbonamenti, che permettono di visualizzare i filmati in alta risoluzione e accedere a contenuti extra, e da alcuni servizi collaterali offerti agli utenti che guardano i video hot. Si tratta principalmente di videochat dove è possibile scambiare messaggi in diretta con ragazze che si spogliano in cambio di gettoni da acquistare sul sito.

Un discorso a parte va fatto per gli annunci di incontri che compaiono sulle pagine dei siti porno. Basta un click per passare dal web a incontri reali attraverso portali specializzati che utilizzano strumenti di geolocalizzazione per mostrare all’utente le escort della loro zona. Un giro d’affari che da solo vale due miliardi l’anno.