Roma, 27 dicembre 2017 - I luminari della fecondazione medicalmente assistita hanno elaborato un vademecum per le coppie con problemi di fertilità. Ecco in sintesi gli step di un decalogo scaturito dal congresso della Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU). Sono indirizzati in particolare alle coppie che dopo un anno di tentativi infruttuosi vedono che la gravidanza tanto desiderata stenta a decollare o ci sono problemi di abortività. In questi casi si raccomanda di rivolgersi a figure professionali di riferimento quali medico, specialista in ginecologia, psicologo, e di individuare insieme con fiducia il centro specializzato pubblico o privato più vicino che si occupa di procreazione medicalmente assistita (PMA).

Altre indicazioni in tema di infertilità e sterilità: condividere le difficoltà con la rete familiare e sociale, senza isolarsi. Evitare forum o chat che offrono consigli fuorvianti privi di scientificità. Informarsi se nella propria regione di appartenza si rientra nella fascia d’età riconosciuta per i livelli essenziali di assistenza (ticket sanitario). Durante il percorso della procreazione medicalmente assistita è opportuno avvalersi della consulenza psicologica, avendo sempre anche un medico di riferimento, e in caso di fallimento di un trattamento di Pma farsi aiutare a elaborare il vissuto e consigliarsi al momento di prendere ulteriori decisioni. Stesso approccio di fronte a un’eventuale decisione circa una fecondazione eterologa.

Nel caso di esito positivo del proprio progetto genitoriale, è opportuno chiedere al centro di fecondazione assistita anche ragguagli sulle ipotesi di donazione anonima dei gameti ancora congelati. La Siru riunisce specialisti in ostetricia e ginecologia, embriologia clinica e andrologia, psicologi, ostetriche, genetisti, biologi nutrizionisti, medici dei consultori, associazioni di volontariato e medici di medicina generale. Persegue un confronto multidisciplinare allo scopo di realizzare un approccio che arriva a contemplare tutti i punti di vista, nella speranza anche di aprire l'orizzonte al di là delle questioni tecniche, come il numero di cicli di trattamento.

«Servono delle nuove linee guida per la procreazione medicalmente assistita (Pma), così come previsto dalla nuova normativa sulla responsabilità sanitaria, che garantiscano la qualità delle cure». A richiederlo è Antonino Guglielmino, uno dei tre presidenti della Siru, Società Italiana della Riproduzione Umana. «La tutela della salute riproduttiva e delle problematiche connesse deve garantire il massimo di adeguatezza e sicurezza in modo costante e diffuso su tutto il territorio nazionale. - ha dichiarato Guglielmino – . L’inserimento della Pma nei servizi previsti attraverso i Lea e la possibilità di redigere vere linee guida sono due opportunità uniche per modernizzare e rendere omogenei i livelli di prestazione in questo ambito, sia per sviluppare una nuova visione del rapporto medico-paziente, più umano e affrancato dagli interessi economico-professionali». (Alessandro Malpelo, QN Quotidiano Nazionale)