Domenica 23 Giugno 2024

Toti, 'donatori non consideravano dazione merce di scambio'

Consegnata ai magistrati la memoria di 17 pagine

Toti, 'donatori non consideravano dazione merce di scambio'

Toti, 'donatori non consideravano dazione merce di scambio'

"Registrando ogni versamento, non solo da parte del Comitato Toti ricevente, ma anche della impresa o del soggetto donatore, appare chiaro che il donatore stesso non considera in alcun modo la sua dazione di denaro come merce di scambio o pagamento di un interesse illecito, attività che anche egli stesso con la pubblicità del versamento si incaricherebbe di denunciare". Così Giovanni Toti, il governatore ligure agli arresti domiciliari per corruzione e falso, scrive nella sua memoria di 17 pagine consegnata ieri al termine dell'interrogatorio reso ai due pubblici ministeri titolari delle indagini, Luca Monteverde e Federico Manotti che l'hanno sentito assieme al procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati. Il capitolo in questione è quello intitolato 'Contestualità del pagamento'. "Il fatto di sostenere la nostra attività politica - scrive Toti - non viene ritenuta da nessun imprenditore, neppure dallo stesso Spinelli, cosi come da altri (Amico, l'imprenditore che si occupa di manutenzione, riparazione e refit di superyacht, ndr), motivo ostativo per impedire che esso, in occasione di contatti personali e telefonici, possa utilizzare quel momento per sottolineare o informare il governatore o un suo collaboratore di un problema, un progetto o una esigenza della sua attività, senza tuttavia un rapporto causa - effetto della sua donazione, come dimostra il fatto che lo stesso soggetto ha effettuato più donazioni in momenti e tempi diversi. Si aggiunga, infine, e lo si è già visto che la disponibilità verso il mondo imprenditoriale e dei privati, in generale, è sempre stata data a prescindere anche dalla sola prospettiva di ottenere un contributo: l'ascolto e l'appoggio erano indistinti e funzionali a creare un beneficio di prospettiva per l'interesse pubblico". Nella stessa memoria, Toti spiega poi che ha avuto "occasione di incontrare i fratelli Testa al massimo due volte". "Il loro interesse - aggiunge - era rivolto all' attenzione possibile per una comunità, quella Riesina, spesso soggetta a tutte le difficoltà legate ad immigrazione e integrazione in regioni diverse. Certamente ho dato mandato ai miei collaboratori di dare loro attenzione nei termini di legge. Ma mai di offrire utilità in cambio di voti".