Presidenziali blindate in Egitto, i candidati ai seggi

Altri due giorni per votare, i risultati il 18 dicembre

File ordinate e silenziose, musica patriottica e stretti cordoni di esercito e polizia hanno contrassegnato il primo giorno delle elezioni presidenziali in Egitto. Una scadenza importante per il Paese, tanto da essere stata anticipata anche senza alcuna crisi di governo, alla luce delle gravi decisioni da prendere su una crescente crisi economica e sulla guerra tra Israele e Hamas sempre più a ridosso del confine. Ai seggi allestiti in parte in strada e in parte dentro scuole e uffici pubblici, hanno votato oggi anche i 4 candidati: il presidente uscente Abdel Fattah al-Sisi, superfavorito per un terzo mandato e al potere dal 2014; Hazed Omar, del Partito popolare repubblicano; Farid Zahran, capo del Partito socialdemocratico egiziano di sinistra; Abdel-Sanad Yamama, capo del partito Wafd, il più storico dei partiti liberali egiziani e il più antico partito d'Egitto. Hanno votato ognuno nel proprio seggio, accompagnati da guardie del corpo e folti gruppi di sostenitori. Alle urne sono stati visti anche l'imam di Al Azhar e il papa copto Towadros II, il tutto ampiamente documentato dai siti di Stato. ;L'Autorità elettorale nazionale ha intanto fatto sapere che anche fuori dalla capitale il voto si è svolto regolarmente e con "un'affluenza alle urne senza precedenti da parte degli elettori nei vari governatorati". Si voterà anche l'11 e il 12 dicembre. Il 18 saranno resi noti i risultati