La festa del Milan: il 2-1 di Roma in una giornata sfavorevole vale oro
La festa del Milan: il 2-1 di Roma in una giornata sfavorevole vale oro
di Paolo Franci La missione non era semplice per Pioli. Tornare a vincere e farlo all’Olimpico che non è mai una passeggiata, per scacciare la crisi e rispondere alla fuga di Conte e Lukaku. E’ andata bene e il suo Milan, pur sprecando, regalando, soffrendo nel finale e trattenendo il fiato per “l’uomo di Sanremo”, Zlatan uscito per un acciacco inguinale, è riuscito a rimettersi in volo grazie a Kessie e a un Rebic affilato. Per la Roma, altro big match fallito e sconfitta che significa uscire, per ora, dalla zona Champions. Per Fonseca e Pioli lo stress è tutto in nerazzurro. L’Inter che scappa via e non...

di Paolo Franci

La missione non era semplice per Pioli. Tornare a vincere e farlo all’Olimpico che non è mai una passeggiata, per scacciare la crisi e rispondere alla fuga di Conte e Lukaku. E’ andata bene e il suo Milan, pur sprecando, regalando, soffrendo nel finale e trattenendo il fiato per “l’uomo di Sanremo”, Zlatan uscito per un acciacco inguinale, è riuscito a rimettersi in volo grazie a Kessie e a un Rebic affilato. Per la Roma, altro big match fallito e sconfitta che significa uscire, per ora, dalla zona Champions.

Per Fonseca e Pioli lo stress è tutto in nerazzurro. L’Inter che scappa via e non solo. Perchè c’è pure l’Atalanta che s’arrampica e il Napoli, che pare più di là che di qua, è sempre lì ad annusare la zona d’oro. Eh sì perchè, banale ma doveroso ricordarlo, le piazze sono quattro e non c’è squadra che molla tra le prime sette. E allora, Roma-Milan diventa ancor di più match sull’orlo di una crisi di nervi, perchè l’ansia da classifica è triplicata. Chi l’accusa di più è la Roma dei tormenti nei big match – mai vinto uno solo 3 punti su 21 fin qui e un complesso concamato con la gestione Fnseca– che parte come peggio non potrebbe, mostrando i soliti limiti strutturali di concentrazione. A rendere tutto più difficile, poi, è la difesa messa su con quel che ha da Fonseca. Rispolverare Fazio per avere una pertica sui colpi di testa a contrastare Ibra non si rivelerà una gran mossa. Anzi, l’argentino sarà protagonista ma in contromano. Il Milan invece, sì che parte alla grande. Ha fame, ha voglia di riscatto e come aveva sottolineato Pioli,i vincenti sanno come rialzarsi in fretta. E sanno pure come gettare in un pozzo i regali della Roma, incredibili e numerosi nel primo quarto d’ora, quando Fazio fa l’unica cosa preziosa di un disastroso primo tempo, salvando il gol fatto di Ibra, prima che Tomori la sbatta dentro in fuorigioco. Da lì, più la Roma regala, più il Milan non sfrutta, come quando Villar la perde in modo assurdo Kessie scappa e Rebic e Ibra non riescono ad evitare il fuori gioco. O, prima, quando Fazio-Pau Lopez regalano a Zlatan una palla che lui non riesce a spingere dentro. Rebic è svelto e sveglio, Pau Lopez pure e il duello tra i due è una delle cose belle del primo tempo, in gran parte dominato al Milan. La squadra di Pioli si mostra chiaramente superiore e meglio organizzata. Però poi la Roma sa pungere con Mkhitaryan e Pellegrini. La partita è bella, piena di errori in gran parte romanisti ma per sbloccarla serve un rigore nel finale di tempo. Pestone di Fazio su Calabria. Guida va al Var e indica il dischetto. Kessie, gol. Però poi sapete com’è il pallone no? E allora succede che nel primo fazzoletto del secondo tempo, succede di tutto. Theo si fa tutto il campo e la mette a un nulla dal palo. Sarebbe stato il de profundis romanista. E invece segna Veretout un gran gol. Ibra si tocca l’inguine e chiede il cambio: a Sanremo andrà da acciaccato, come minimo. Esce Zlatan e il Milan va in paradiso. Errore di Pau Lopez che innesca l’azione che porterà Rebic al gran gol e il Milan di nuovo in volo.