Tadej Pogacar, sloveno di 22 anni, è pronto a bissare il successo finale al Tour
Tadej Pogacar, sloveno di 22 anni, è pronto a bissare il successo finale al Tour
di Angelo Costa E’ festa nazionale e fa parte del copione che i francesi si scatenino: inseguono visibilità e il premio della combattività. Non di più: la tappa regina del Tour attende il re. Sulla salita più dura dei Pirenei e dell’intera corsa, Taddeo Pogacar non si fa né pregare e tantomeno attendere: conquista il secondo successo personale e chiude a doppia mandata la corsa. Semmai servisse, è l’ennesima dimostrazione di che pasta sia il bimbo sloveno: nelle giornate che contano, i campioni vogliono sempre lasciare il segno. C’è il segno di Pogacar...

di Angelo Costa

E’ festa nazionale e fa parte del copione che i francesi si scatenino: inseguono visibilità e il premio della combattività. Non di più: la tappa regina del Tour attende il re. Sulla salita più dura dei Pirenei e dell’intera corsa, Taddeo Pogacar non si fa né pregare e tantomeno attendere: conquista il secondo successo personale e chiude a doppia mandata la corsa. Semmai servisse, è l’ennesima dimostrazione di che pasta sia il bimbo sloveno: nelle giornate che contano, i campioni vogliono sempre lasciare il segno.

C’è il segno di Pogacar in quella che, più che una scalata, si rivela una corsa di resistenza: lungo e con pendenze sempre a doppia cifra, il Col du Portet è un esame che non mente. Non mente neanche la classifica: a presentarsi in cima sono i primi tre, che facilmente vedremo domenica sera sul podio di Parigi. Lo meritano sia l’impertinente danesino Vingegaard, rivelatosi nella scorsa primavera vincendo la Coppi e Bartali, che Carapaz, se non altro per aver tenuto il passo di un ciclista piovuto da un’altra galassia.

E’ ancora perfetto, Sua Superiorità Pogacar. Per chiarire le sue intenzioni, tira il collo ai rivali quattro volte: due a otto chilometri dal traguardo per scremare la compagnia, dopo aver già selezionato abbastanza con la squadra, altre due a un paio di chilometri dalla cima, senza però seminare chi ancora gli resiste. Poi gli tocca inseguire Carapaz che tenta il contropiede prima dell’ultimo chilometro. Alla fine il bimbo sloveno aspetta tranquillo gli ultimi duecento metri per il guizzo che gli vale il decimo successo stagionale, oltre che il quinto sulle strade di Francia in due edizioni, il primo da leader.

"E’ fantastico vincere in giallo. E’ stata una grande tappa, la volevo, per questo ho provato ad andar via nel finale. Bravissimo Vingegaard, anche Carapaz ha fatto una corsa super. Cosa ho detto al danese? Che Carapaz bluffava, perché stava bene, come si è visto", le parole di Pogacar al termine di una giornata nella quale la Francia si riavvicina alla top ten col redivivo Gaudu, il migliore dietro il trio di testa: la festa nazionale dà una spinta anche a lui.

Ordine d’arrivo 17esima tappa Muret-Col du Portet: 1) Tadej Pogacar (Slo, Uae) km 178 in 5h 03’31’’ (media 35,267), 2) Vingegaard (Dan) a 3’’, 3) Carapaz (Ecu) a 4’’, 4) Gaudu (Fra) a 1’19’’, 5) O’ Connor (Aus) a 1’26’’, 9) Uran (Col) a 1’49’’, 17) Cattaneo a 4’46’’.

Classifica: Tadej Pogacar (Slo, Uae) in 71h 26’27’’, 2) Vingegaard (Dan) a 5’39’’, 3) Carapaz (Ecu) a 5’43’’, 4) Uran (Col) a 7’17’’, 5) O’ Connor (Aus) a 7’34’’, 12) Cattaneo a 19’41’’.

In Sardegna, prima tappa della Settimana Italiana a Diego Ulissi che sul finale in leggera salita batte Bettiol, uno degli azzurri per Tokyo, e il talento modenese Aleotti. Bene Ciccone, quinto, e Moscon, settimo.