Primoz Roglic, vincitore della Tirreno-Adriatico 2019
Primoz Roglic, vincitore della Tirreno-Adriatico 2019

San Benedetto del Tronto, 19 marzo 2019 - Bisogna arrivare all’ultimo metro perché la Tirreno-Adriatico decida il vincitore. Nel vero senso della parola: nella crono finale di San Benedetto del Tronto, lo sloveno Primoz Roglic soffia l’albo d’oro al britannico Adam Yates per meno di un secondo, 31 centesimi appena. Grazie alle sue qualità di specialista, l’ex promessa di salto con gli sci dal trampolino rimonta i 25 secondi di ritardo che aveva dal genellino inglese, regalando il colpo di scena: si regala anche il secondo successo stagionale in una breve corsa a tappe, dopo essersi preso il Tour degli Emirati Arabi il mese scorso. Due bei biglietti da visita con i quali può marciare con serenità verso il primo grande obiettivo della sua stagione, il Giro d’Italia.
Festa Roglic, primo sloveno a imporsi fra i due mari, in una crono dove a far la voce grossa sono ovviamente gli specialisti: più di tutti il belga Victor Campenaerts, campione europeo della specialità che a breve in Messico darà l’assalto al primato dell’ora di Wiggins. Non è certo lui la sorpresa, ma chi gli arriva in scia: confermando di essersi ritrovato col ritorno nella sua vecchia squadra, il toscano Alberto Bettiol centra un inatteso secondo posto in questa tappa, si conferma migliore dei nostri in classifica e avanza anche la sua candidatura alla Sanremo di sabato prossimo. Di italiano nei primi dieci c’è anche Filippo Ganna, l’iridato dell’inseguimento su pista, mentre Nibali non si danna troppo l’anima e chiude questa settimana di allenamento nei primi quindici.

LA CLASSIFICA FINALE Sui dieci chilometri piattissimi e dalla metà in giù col vento in faccia, Campenaerts fa meglio di Bettiol per appena 3 secondi, a seguire gli olandesi Van Emden a 4’’ e Langeveld a 6’’ e il belga Lampaert a 7’’. Dumoulin, settimo a 8’’, è il migliore dei big, Roglic è undicesimo a 13’’, Adam Yates 48esimo a 39’’, con Nibali in mezzo staccato di 36’’. Classifica finale: 1) Primoz Roglic (Slo, Jumbo Visma), 2) Adam Yates (Gbr) a 1’’, 3) Fuglsang (Dan) a 30’’, 4) Dumoulin (Ola) a 1’25’’, 5) Pinot (Fra) a 2’32’’, 6) Alaphilippe (Fra) a 2’34’’, 7) Poels (Ola) a 2’42’’, 11) Bettiol a 3’28’’, 15) Nibali a 4’34’’.

LE PAROLE. Ovviamente strafelice Primoz Roglic, che in questa Tirreno-Adriatico ha corso senza risparmiarsi mai, come suo costume: “È incredibile vincere di così poco. Mi sentivo bene mentre pedalavo, sopratutto nella seconda parte, quella in cui ho recuperato il mio svantaggio in classifica. Prima della partenza ero abbastanza fiducioso, ora sono molto, molto contento”. A dividere con lui la gioia c’è anche il vincitore della tappa conclusiva, Victor Campenaerts: “Ho fatto una cronometro perfetta. Sapevo che dovevo essere forte sopratutto nella seconda parte dove il vento era davvero forte in faccia. Questa vittoria, la mia prima nel World Tour, è importante anche per il morale verso la mia sfida al record dell'ora”.

LA NOTA POSITIVA. Quattro volte in fuga su cinque tappe in linea, per un totale di 660 chilometri all’attacco, valgono l’unica maglia che un italiano è riuscito a portare a casa: Mirco Maestri, reggiano di Luzzara, che fa parte di una squadra invitata, la Bardiani Csf interamente italiana e con un’età media di 24 anni, conquista la classifica a punti già sfiorata un paio di anni fa, quando a soffiargliela fu nientemeno che sua maestà Sagan.

LA NOTA NEGATIVA. Non ci sono italiani nei primi dieci e per fortuna Viviani, dopo quattro anni, ha interrotto il digiuno nei successi di tappa. Volendo continuare, è la sesta edizione della Tirreno-Adriatico vinta da uno straniero: l’ultimo successo dei nostri risale al 2013 e manco a dire lo firmò Nibali, che è anche l’unico ad aver conquistato grandi classiche nell’ultimo decennio.