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22 giu 2022

’Tete’, un argento a tre centesimi dal mito

Martinenghi secondo nei 50 rana dietro a Fink dopo il trionfo nei 100: mai nessun azzurro ha bissato l’oro in una rassegna iridata

22 giu 2022
gianmario bonzi
Sport

di Gianmario Bonzi

Un urlo strozzato in gola. E quel tabù che non cade, leggi il doppio trionfo nella stessa edizione di un Mondiale da parte di nuotatore azzurro, in corsia. L’impresa ottenuta due volte da Federica Pellegrini non riesce ancora invece ai ragazzi italiani e dire che Nicolò Martinenghi ci è andato veramente vicino, ieri. Il "principe" di Sir Adam Peaty, come da auto definizione del varesino, si conferma da podio mondiale anche nei 50 rana dopo il trionfo storico sui 100m, per un argento che sa comunque di consacrazione, ma lascia un pizzico d’amaro in bocca anche per quanto visto nelle semifinali.

Il 22enne di Azzate, non perfetto nel tuffo (soprattutto) e all’arrivo, tocca in 26“48, tre centesimi di troppo rispetto all’americano Nic Fink, già terzo nei 100 che avevano visto trionfare l’azzurro. Chiude il podio l’altro statunitense Michael Andrew in 26“72, in recupero dopo la delusione delle distanza doppia (eliminato in semifinale).

Per “Tete“, che nei 50 aveva già conquistato alla Duna Arena di Budapest il bronzo europeo nella primavera del 2021, è l’ennesima dimostrazione del cambio di passo avvenuto dopo i bronzi olimpici nei 100 individuali e nella staffetta mista, con i podi iridati a seguire quelli in vasca corta dell’autunno scorso: il bronzo europeo e l’argento mondiale nei 50, l’oro europeo e l’argento mondiale nei 100.

Certo, anche in questo caso sarebbe stata la chiusura perfetta del cerchio sfruttare l’assenza di sua maestà Adam Peaty. Fatale, ci ripetiamo, si è rivelato il terreno perso sul tuffo, cui ha però fatto seguito una prepotente rimonta. Martinenghi, comunque, undici anni dopo Fabio Scozzoli a Shanghai 2011 e ventuno dopo Domenico Fioravanti a Fukuoka 2001, è comunque, diventato il terzo ranista azzurro in grado di ottenere due medaglie individuali nel corso della stessa rassegna iridata.

Martinenghi, al pari di Thomas Ceccon, è ora perfettamente in corsa per conquistare tre podi in una sola edizione dei Campionati Mondiali, fatto raro in ambito italiano quando si parla di vasca lunga. In tal senso, le attese sono principalmente riposte nell’4x100 mista maschile di domenica, gara che ha già regalato importanti soddisfazioni nei recenti Giochi Olimpici di Tokyo 2020 lo scorso anno. L’ambizioso obiettivo resta quello di eguagliare dopo tempo immemore quanto fatto nel lontano gennaio del 1991 da Giorgio Lamberti e Stefano Battistelli, unici uomini azzurri ad avere ottenuto tre podi in una sola edizione iridata (in campo femminile ci riuscì anche Novella Calligaris nel 1973).

Nelle prime quattro giornate di gara, il movimento natatorio italiano ha collezionato cinque medaglie in vasca lunga festeggiando in ogni sessione serale almeno un podio. Ottimo quinto posto per lo sfrontato debuttante 18enne Simone Cerasuolo, peraltro in dubbio fino alla vigilia dei Mondiale perché invischiato col Covid-19 (alla fine era risultato negativo). Se istituissero una staffetta mista a rana, sarebbe un dominio italiano...

Beffardo l’esito della 4x100 misti mista con ‘Tete’, Ceccon, Di Liddo e Di Pietro che ha illuso con le prime due frazioni dei neo campioni mondiali salvo poi essere recuperata e finire quinta. Vince l’Australia, che precede Olanda e Stati Uniti. A Tokyo, con la Pellegrini in ultima frazione, arrivammo quarti. Siamo sempre comunque lì, a ridosso delle migliori, nelle staffete che esprimono la forza di un movimento. Ed essere delusi per un quinto posto, per certi versi, è un bel segnale.

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