L’euforia per lo scudetto sta sfumando rapidamente: pesano le ombre sul futuro nerazzurro, soprattutto se non dovesse arrivare il prestito da 250 milioni
L’euforia per lo scudetto sta sfumando rapidamente: pesano le ombre sul futuro nerazzurro, soprattutto se non dovesse arrivare il prestito da 250 milioni
di Mattia Todisco Il tempo dei festeggiamenti all’Inter è finito molto presto. Dello scudetto vinto con quattro giornate d’anticipo ad Appiano Gentile non parla più nessuno. Una settimana dopo aver conquistato la matematica certezza del titolo e a due giorni dal bagno di folla fuori dal Meazza con il pullman "scortato" da due ali di folla, lunedì scorso Steven Zhang ha chiesto a giocatori e dirigenti un taglio di stipendi concernente due mensilità, mentre i rinnovi pronti per essere firmati (come quello di Bastoni) sono stati congelati in attesa che arrivino soldi...

di Mattia Todisco

Il tempo dei festeggiamenti all’Inter è finito molto presto. Dello scudetto vinto con quattro giornate d’anticipo ad Appiano Gentile non parla più nessuno. Una settimana dopo aver conquistato la matematica certezza del titolo e a due giorni dal bagno di folla fuori dal Meazza con il pullman "scortato" da due ali di folla, lunedì scorso Steven Zhang ha chiesto a giocatori e dirigenti un taglio di stipendi concernente due mensilità, mentre i rinnovi pronti per essere firmati (come quello di Bastoni) sono stati congelati in attesa che arrivino soldi freschi. Quelli del finanziamento da 250 milioni di euro che Suning spera di ricevere e che non è ancora arrivato. Si discute dei tassi d’interesse, delle condizioni in caso di non rientro dal prestito. Pesa, in questo senso, il fallimento del Jiangsu Suning e le difficoltà riscontrate dai potenziali investitori nel far arrivare i capitali dalla Cina. Così i tempi si allungano. Quello che manca, però, è proprio il tempo. Entro fine mese la proprietà ha promesso di pagare le mensilità arretrate, che al 30 maggio diventeranno cinque. Ad oggi, infatti, la risposta dello spogliatoio alla richiesta di rinuncia agli emolumenti pende decisamente per il no. C’è malumore, parecchio. La squadra, così come il tecnico Antonio Conte, è convinta di aver posto le basi per poter vincere ancora nei prossimi anni. Dopo le montagne russe attraverso cui si è passati durante l’anno, molti all’interno dello spogliatoio sarebbero stati contenti anche solo di non veder toccata la rosa attuale, dando quasi per scontato che non ci fossero le basi per aggiungere top player. L’attualità dice che le condizioni sono peggiori, che se non arriverà il prestito di cui sopra (e forse anche nel caso in cui dovesse arrivare) a partire dovranno essere giocatori importanti, quelli che hanno mercato e garantiscono una forte plusvalenza. Se così sarà, il primo a salutare sarà proprio Conte. Un vincente, uno che vuole mettere trofei nella personale bacheca. Ha già lottato come un leone per avere a Milano un centravanti come Lukaku quando nessuno voleva prenderlo, a causa dei costi alti e delle difficoltà a cedere Icardi a titolo definitivo (cosa avvenuta un anno dopo). Ha convinto la dirigenza a trattenere Bastoni quando sembrava dovesse partire in prestito, rilanciato Lautaro, contribuito all’esplosione di Barella. Il gruppo è con lui e lui è convinto di poter trarre ancora il meglio dai calciatori, che ci sono ancora margini di miglioramento. Proprio per questo non resterebbe a dispetto dei santi. Cercherà di vincere assieme ai suoi le ultime tre partite, stasera con la Roma e poi con Juventus e Udinese. Dopodiché, ascoltando Zhang nel futuro faccia a faccia, prenderà le dovute decisioni. Potrebbero influenzare, positivamente o negativamente, anche gli altri dirigenti dell’area sportiva come Marotta, Ausilio e Oriali.