Nico Mannion, 19 anni, play-guardia al debutto nei Golden State Warriors
Nico Mannion, 19 anni, play-guardia al debutto nei Golden State Warriors
di Fabio Ferri Il 5 gennaio Nico Mannion ha fatto il suo esordio in NBA. Una data storica per il basket tricolore, perchè il play classe 2001 è diventato l’ottavo italiano ad approdare nella più importante lega cestistica al mondo. Nato a Siena diciannove anni fa e cresciuto in Arizona, Nico è il figlio dell’ex cestista statunitense Pace Mannion e dell’ex pallavolista italiana Gaia Bianchi. Niccolò dunque è un italoamericano, ma con il cuore azzurro dato che già nel luglio 2018, appena diciassettenne, ha vestito la canotta della Nazionale maggiore. A selezionarlo nell’ultimo Draft NBA sono stati i Golden State Warriors, squadra che lo ha fatto debuttare e che fece esordire anche suo padre. Per il giovane Nico gli Warriors sembrano la squadra ideale per esprimersi: contesto vincente,...

di Fabio Ferri

Il 5 gennaio Nico Mannion ha fatto il suo esordio in NBA. Una data storica per il basket tricolore, perchè il play classe 2001 è diventato l’ottavo italiano ad approdare nella più importante lega cestistica al mondo.

Nato a Siena diciannove anni fa e cresciuto in Arizona, Nico è il figlio dell’ex cestista statunitense Pace Mannion e dell’ex pallavolista italiana Gaia Bianchi. Niccolò dunque è un italoamericano, ma con il cuore azzurro dato che già nel luglio 2018, appena diciassettenne, ha vestito la canotta della Nazionale maggiore.

A selezionarlo nell’ultimo Draft NBA sono stati i Golden State Warriors, squadra che lo ha fatto debuttare e che fece esordire anche suo padre. Per il giovane Nico gli Warriors sembrano la squadra ideale per esprimersi: contesto vincente, un gioco adatto alle sue caratteristiche e soprattutto un allenatore che è un vero mostro sacro.

L’head coach Steve Kerr, ex compagno di squadra di Michael Jordan, ad oggi è uno dei più apprezzati allenatori di basket al mondo. Cosa ti ha colpito di lui a livello cestistico ed umano?

"Quello che ha fatto con la squadra nell’ultimo paio d’anni è sotto gli occhi di tutti. È un grande leader, capisce la pallacanestro, ha giocato per molti anni come play e adesso è un grande capo allenatore. Penso che entrerà nella Hall Of Fame per ciò che ha fatto da capo allenatore. Il lato umano però è ciò che mi colpisce maggiormente. È una delle persone più buone che ci siano. Ti dice le cose senza giri di parole, ti fa sapere cosa sta pensando. Va reso merito a Coach Kerr, per la cultura vincente che ha creato"

A San Francisco hai ritrovato Stephen Curry, tuo insegnate nel camp 2018. Come è stato passare da partecipante al suo camp a compagno di squadra di Curry?

"È stato strano. Lo osservo da quando ero piccolo. Andare al suo camp quando avevo 17 anni è stato per me un trampolino di lancio e adesso essere chiamato al Draft e diventare suo compagno di squadra è stata la chiusura di un cerchio. Avere l’opportunità di andare al camp di uno dei miei giocatori preferiti ed essere adesso nella sua squadra è una sensazione surreale. Avrò l’opportunità di imparare da lui che secondo me è uno dei migliori play ad aver mai giocato. Stargli intorno non potrà che farmi bene, imparerò molto."

Insieme a te gli Warriors hanno selezionato James Wiseman, uno dei giovani più interessanti dell’ultimo Draft. Cosa ti aspetti da lui?

"Sarà un grande giocatore e lo sarà per molto tempo. È un giocatore diverso. 2 metri e 15 e può fare tutto. Sa tirare, sa stoppare, sa correre in campo aperto. È la figura perfetta per noi. È capace di proteggere il ferro e di fare praticamente tutto in attacco. È anche un bravo ragazzo, arriva presto e rimane fino a tardi in palestra, lavora veramente duro".

Sei entrato in NBA con un contratto 2-way che ti lega ai Golden State Warriors, ma puoi giocare anche nella lega di sviluppo, la G-League. Credi che succederà?

"Non lo so, perchè chissà quando inizierà la G-League e cosa faranno. La stagione regolare della NBA è di 72 partite ed io ho un contratto da 50 partite, per questo nelle prime gare non sono andato a referto."

Parlando di Nazionale. Prenderai parte al Pre-Olimpico in Serbia? Cosa ti aspetti dalla nostra nazionale?

"Mi piacerebbe un sacco esserci. Mi inorgoglisce molto dire che sono italiano e nato in Italia. Dalla squadra mi aspetto che chiunque venga convocato dia il proprio meglio. L’ultima volta che sono convocato ho visto un gruppo formato da bravi ragazzi e che lavora molto. All’epoca avevo 17 anni e loro mi aiutarono molto insegnandomi tutto ciò che dovevo sapere. Per me era la prima volta in cui dovevo giocare a basket comunicando in italiano. La terminologia per me era differente e mi ci è voluto un po’ per stare al passo, ma il gruppo mi ha aiutato molto. Sono sicuro che quello del Pre-Olimpico sarà un gruppo che combatterà ad ogni partita.

Speriamo in un pass per le Olimpiadi?

"Sissignore"

(ha collaborato Leonardo Pini)