Paolo Franci

Li sentiremo ripetere a cantilena che è dovrà essere il mercato delle idee e del risparmio. Perchè se al calcio piegato dal Covid manca un miliardo di euro sarà poi difficile vendere a prezzi da ‘mercato di gennaio’, quando un calciatore costa, in proporzione, come l’ultimo branzino rimasto in pescheria alla vigilia di Natale. Difficile che le faine del pallone - dagli scaltri procuratori a quei furbacchioni degli agenti internazionali – possano far man bassa nel pollaio quest’anno. Magari si acquisterà con mutui trentennali che neanche per la prima casa o si andrà di baratto, ma ho la netta impressione che ci sarà da divertirsi.

Intanto, non sarebbe male capire che fine faranno i ‘frozen’ – i congelati – del nostro campionato. Quelli che non hanno mai giocato e che servirebbero maledettamente al proprio allenatore. Come ad esempio Arkadiusz ‘Archie’ Milik. Il povero Rino ha Osimhen ko, Mertens ko e si ritrova lì il prezioso scrigno polacco senza poterlo aprire. La domanda subdola sgorga spontanea: quanti punti avrebbe il Napoli oggi se avesse potuto contare su Milik? Archie è ‘prigioniero’ di un contratto in scadenza e della guerra con De Laurentiis. Partirà a gennaio? Vedremo. Ah sì, il Napoli aveva anche il 35enne Llorente in un campionato dove gli ultratrentenni – da Ibra a Dzeko a Ronaldo – fanno faville.

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