di Gianmario Bonzi Nemmeno il tempo di realizzare che ci sarà ancora una gara prima dei Mondiali di Cortina, a livello femminile, invece del trasferimento già programmato per andare a testare la pista la VolatA, dove si gareggerà immediatamente dopo la rassegna iridata, ed ecco ieri il clamoroso fulmine a ciel sereno. Che manda di traverso il pranzo e si manifesta sotto forma di messaggio da Garmisch, di quelli difficili da ricevere: "Sofia Goggia è caduta scendendo a valle su una pista per turisti, dopo la cancellazione della gara, mentre si trovava in neve fresca. Si teme un infortunio...

di Gianmario Bonzi

Nemmeno il tempo di realizzare che ci sarà ancora una gara prima dei Mondiali di Cortina, a livello femminile, invece del trasferimento già programmato per andare a testare la pista la VolatA, dove si gareggerà immediatamente dopo la rassegna iridata, ed ecco ieri il clamoroso fulmine a ciel sereno. Che manda di traverso il pranzo e si manifesta sotto forma di messaggio da Garmisch, di quelli difficili da ricevere: "Sofia Goggia è caduta scendendo a valle su una pista per turisti, dopo la cancellazione della gara, mentre si trovava in neve fresca. Si teme un infortunio grave al ginocchio". Gelo e panico. "Non è possibile". La prima reazione è stata questa. Ma subito dopo arrivavano conferme su conferme, a catena. Ele ore passano lunghissime.

In serata, il comunicato della Federazione che ‘certifica’ la doccia fredda per tutti: per Sofia, ovviamente, ma anche per tutti gli appassionati di sci che vedevano in lei, a ragione, la favorita delle prove veloci nella rassegna iridata alle porte.

"Frattura composta del piatto tibiale laterale del ginocchio destro – recita la nota diffusa dopo la risonanza effettuata alla clinica La Madonnina di Milano –. Goggia non prenderà parte ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo e comincerà il percorso riabilitativo in vista della ripresa dell’attività agonistica".

Si è appreso poi che Sofia ha sofferto anche dello stiramento del legamento collaterale del ginocchio, e che la frattura è giusto una incrinatura, quanto basta però per fermarla per almeno 40-45 giorni.

Una beffa incredibile per chi solo una settimana prima aveva rischiato grosso sul salto finale del superG di Crans Montana, buttando via la gara, amen, ma salvandosi miracolosamente dall’ennesimo infortunio.

La giornata era stata lunga e frustrante ieri in Baviera, anche se ampiamente prevista: prima i rinvii del superG causa nebbia (dalle 11 alle 11.30, poi alle 13.30) infine la cancellazione. Impossibile gareggiare con quel banco di nebbia basso e inamovibile per tutta la zona centrare della Kandahar 1. Le atlete, che si aspettavano comunque una situazione simile, sono poi state invitate a scendere a valle, come tutti, e magari nel farlo ci può anche stare che abbiano provato l’ebbrezza di sciare in neve fresca, cosa che piace tantissimo ai turisti, figuratevi ai "professionisti", a maggior ragione se così bravi.

Non si conosce però la dinamica che ha portato Sofia a finire contro un cumlo di neve. Certamente, l’atleta ai soccoritori ha riferito di aver subito un colpo fortissimo al ginocchio. E lei di traumi simili, purtroppo, è esperta.

Mai avevamo visto così in forma e dominante in carriera, quanto meno in discesa libera, nemmeno nell’anno del trionfo olimpico. In superG stava trovando le antiche sensazioni, idem in gigante. Per questo il dispiacere è enorme. Una consolazione veramente minima, anzi irrisoria, è che l’infortunio non si è rivelato così grave come si temeva. Il crociato è salvo. Ma intanto Cortina resterà solo un enorme rimpianto.