di Paolo Manili L’assemblea della Fei di Anversa ha confermato l’altro ieri nell’apposita votazione con 70 voti contro 30 il nuovo format olimpico introdotto a Tokyo. Come noto, tale nuovo format ha ridotto da 4 a 3 i componenti delle squadre e, contrariamente a quanto avveniva "ante Tokyo", fa svolgere le gare per le medaglie individuali prima di quelle a squadre. Quanto successo a Tokyo e ampiamente raccontato da QS pareva aver convinto tutti circa la...

di Paolo Manili

L’assemblea della Fei di Anversa ha confermato l’altro ieri nell’apposita votazione con 70 voti contro 30 il nuovo format olimpico introdotto a Tokyo. Come noto, tale nuovo format ha ridotto da 4 a 3 i componenti delle squadre e, contrariamente a quanto avveniva "ante Tokyo", fa svolgere le gare per le medaglie individuali prima di quelle a squadre. Quanto successo a Tokyo e ampiamente raccontato da QS pareva aver convinto tutti circa la inadeguatezza del nuovo Format, che oltretutto metterebbe a rischio l’incolumità dei cavalli. Ad esempio se un binomio si trova in difficoltà sul percorso, il cavaliere tende a non ritirarsi per non far eliminare l’intero team (in due binomi non entra in classifica) mettendo così il cavallo a rischio di incidente, alla faccia del welfare, come appunto è successo a Tokyo. Ebbene, il già campione olimpico di Londra 2012, l’asso elvetico Steve Guerdat, parlando a nome del Riders Club (l’associazione internazionale dei cavalieri), aveva duramente stigmatizzato il nuovo format, proponendo anche altre soluzioni per tornare a squadre di 4 binomi. Ma la Fei ha giocato la carta della lettera ricevuta a suo tempo dal Cio, che si congratulava per il nuovo format: meno cavalieri per ogni squadra significa maggior numero di squadre in gara, cosa che fa il paio proprio con la "politica" del Cio stesso, imperniata sulla "apertura" al maggior numero di nazioni possibile dei Giochi. Gli osservatori più accorti sostengono che la Fei, introducendo il nuovo format, si sia adeguata a questa politica per non "provocare" il Cio, presso il quale alle Olimpiadi l’equitazione, assai complessa da gestire, è avvertita come un "peso" organizzativo ed economico e ci sarebbe il rischio concreto di una cancellazione degli sport equestri dai Giochi, anche se non subito a Parigi 2024. Insomma la Fei dà un colpo al cerchio e uno alla botte, anche a costo di rendersi invisa ai suoi stessi associati (cavalieri e proprietari di scuderie). Il tema è destinato a far discutere ancora a lungo. Intanto, sul piano dello sport praticato, ha preso il via il Csio 3* di Vilamoura, Portogallo, presente un team azzurro composto da Bucci, Alfonso, Grossato e la Bottanelli (il nuovo format vale solo ai Giochi Olimpici), la Coppa delle Nazioni è dopodomani, domenica. A Praga infine c’è la finalissima del Global Champions Tour.