Carlos Sainz, 26 anni, 119 Gran premi e due podi in Brasile ed a Monza
Carlos Sainz, 26 anni, 119 Gran premi e due podi in Brasile ed a Monza
Carlos Sainz Vazquez de Castro è cresciuto in mezzo al rombo dei motori. Suo padre, Carlos Sainz senior, è stato un asso dei rally. Ma il figlio ai tracciati sconnessi ha preferito da subito l’asfalto liscio degli autodromi. Con una idea fissa: dimostrare di poter reggere il confronto con il famoso genitore. In Formula Uno Sainz junior è arrivato poco più che ventenne, nel 2015. La Spagna si era innamorata dei Gran Premi sulla scia delle imprese di Fernando Alonso, non a caso il modello di Carlitos. Tra i due c’è una...

Carlos Sainz Vazquez de Castro è cresciuto in mezzo al rombo dei motori. Suo padre, Carlos Sainz senior, è stato un asso dei rally. Ma il figlio ai tracciati sconnessi ha preferito da subito l’asfalto liscio degli autodromi. Con una idea fissa: dimostrare di poter reggere il confronto con il famoso genitore.

In Formula Uno Sainz junior è arrivato poco più che ventenne, nel 2015. La Spagna si era innamorata dei Gran Premi sulla scia delle imprese di Fernando Alonso, non a caso il modello di Carlitos. Tra i due c’è una solida amicizia, destinata a sopravvivere anche al confronto in pista.

Da debuttante, Sainz si è fatto largo tra gli aspiranti driver della scuola Red Bull. Ha esordito con la Toro Rosso, team satellite dell’impero Bibitaro. A Faenza lo ricordano come un ragazzo metodico e scrupoloso, sempre pronto a collaborare con la squadra. Una virtù che più tardi avrebbe influito sulla scelta Ferrari di puntare su di lui.

In Toro Rosso per un po’ Sainz ha anche sperimentato la coabitazione con un Fenomeno come Max Verstappen. E non ha sfigurato.

IN FRANCIA. Nel 2017, sul finire della stagione, Sainz è stato contattato dalla Renault, che lo ha voluto sulla sua macchina per le quattro gare conclusive del campionato.

Il rapporto con la scuderia transalpina ha permesso allo spagnolo un primo salto di qualità. Nel 2018 la Renault ha chiuso il mondiale costruttori al quarto posto, grazie anche ai punti raccolti da Carlitos.

IN MCLAREN. Nel 2019, c’è stato un ideale passaggio di consegne tra il maestro Alonso e l’allievo Sainz. Fernando aveva deciso di allontanarsi dalla Formula Uno e al connazionale è stato offerto il posto in McLaren.

Qui Sainz ha vissuto i momenti più belli della carriera. Nel Gran Premio del Brasile del 2019 è salito per la prima volta sul podio. Nel 2020 a Monza ha lottato per la vittoria fino all’ultimo metro, classificandosi secondo alle spalle della Toro Rosso di Pierre Gasly.

Soprattutto, è stato Sainz ad alimentare la riscossa del team. Dopo anni penosi, la McLaren è tornata ad essere la terza forza del campionato.

IN ROSSO. Scelto con largo anticipo per la sostituzione di Seb Vettel, lo spagnolo porta in Ferrari la sua consistenza e il suo realismo. Lui sa bene che lunga è la strada della risalita. Non a caso nelle dichiarazioni della vigilia ha sottolineato l’importanza di un lavoro di gruppo proiettato nel futuro. Uno spirito che è piaciuto molto alla squadra.

Fondamentale sarà la relazione con Carletto Leclerc. I due vanno d’accordo, forse complice il fatto di non avere a disposizione una macchina da mondiale.

Sarebbe bello vederli battagliare, un giorno, per il titolo.

Leo Turrini