Dries Mertens (Ansa)
Dries Mertens (Ansa)

Napoli, 27 agosto 2020 - Modulo che vince non si cambia: non la pensa totalmente così Gennaro Gattuso che, complici gli innesti portati dal mercato, sta seriamente pensando di adottare una nuova veste tattica per il suo Napoli.

L'obiettivo nemmeno tanto velato è far giocare insieme Mertens e Osimhen, rispettivamente il miglior marcatore della storia del club e il suo acquisto più oneroso di sempre: appare scontato che lasciarne uno dei due in panchina, soprattutto alla luce del recente passato non proprio scintillante dell'attacco azzurro, sarebbe un autentico spreco. Senza contare che, almeno sulla carta, il tandem promette di amalgamarsi bene sotto tutti gli aspetti. Dalla stazza fisica all'esperienza: Mertens e Osimhen potrebbero essere la nuova "strana coppia" del Napoli, ricreando quella sintonia che soprattutto all'inizio esisteva tra il belga e Milik. Nel frattempo all'ombra del Vesuvio è cambiato praticamente tutto, a cominciare dall'importanza del polacco nell'economia del progetto e finendo con l'abbondanza di laterali presenti in rosa che impedisce, semmai ce ne fosse davvero l'intenzione, di ricollocare Mertens sull'esterno. La soluzione più facile o, almeno, la meno dolorosa, è tentare la strada del 4-2-3-1, che poi in fase di non possesso diventerebbe un 4-4-2 con davanti Osimhen e, appunto, il belga: in questo modo il Napoli tutelerebbe la fatica fatta quest'estate per rispettivamente comprare e rinnovare i due attaccanti e, perché no, darebbe nuova linfa a un reparto che nell'ultima stagione ha sofferto parecchio nonostante le numerose frecce al proprio arco.

Oltre che proteggere gli investimenti fatti quest'estate, l'intenzione di Gattuso è plasmare una squadra che giochi più in verticale e non solo grazie all'abilità di Osimhen di penetrare nelle difese avversarie: determinante in tal senso sarà la scelta dei due davanti alla difesa. Calano le quotazioni di Demme che, dopo un inizio sprint, ha attraversato una fase di appannamento e salgono quelle di Lobotka, che ha vissuto la parabola opposta: l'altro slot se lo giocherebbe uno tra Fabian Ruiz, Zielinski ed Elmas, scelto magari in base alle caratteristiche della formazione che il Napoli andrebbe a sfidare. Certo, non sarà facile per Gattuso lasciare qualcuno in panchina: il discorso vale sia per l'attacco sia per il centrocampo, ma questo è il prezzo da pagare quando si allena una grande squadra. Ammesso che l'abbondanza sia davvero un problema e non un'incredibile risorsa in più.