Rebic festeggiato dai compagni (Ansa)
Rebic festeggiato dai compagni (Ansa)

Milano, 19 gennaio 2020 – Nella domenica del ritorno a San Siro da titolare di Zlatan Ibrahimovic è Ante Rebic a prendersi le luci della ribalta e a mettere la firma sul terzo successo ottenuto negli ultimi sette giorni dal Milan che ha piegato 3-2 l’Udinese all’ultimo respiro. Dopo aver chiuso sotto 1-0 un primo tempo giocato decisamente meglio sul piano dei ritmi da una sbarazzina Udinese, passata in vantaggio grazie al gol al 6° di Stryger Larsen (autore anche di un assist), abile a punire un errore in uscita di Donnarumma, il Milan ha cambiato passo proprio grazie alle accelerazioni di un eccellente Leao e dell’ex Eintracht Francoforte che prima (al 47°) ha pareggiato i conti e poi li ha chiusi trafiggendo Musso con un diagonale che al 93° ha fatto esplodere l’urlo di gioia di San Siro e riavvicinato leggermente i rossoneri all’Europa. Nel mezzo la perla del momentaneo 2-1 firmato da Theo Hernandez con un sinistro al volo e il 2-2 siglato all’85° da Kevin Lasagna che sembrava aver ridato energia ad un’Udinese che non avrebbe certo demeritato miglior fortuna dopo aver come detto dominato per gran parte del primo tempo e aver dato a Donnarumma l’occasione di riscattarsi con una lunga serie di occasioni neutralizzate nell'arco del match dal giovane 99 rossonero.

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Pioli, che conferma il 4-4-2, recupera in extremis Donnarumma e lancia dal primo minuto Simon Kjaer al centro della difesa. A centrocampo invece Bonaventura prende il posto dell’acciaccato Calhanoglu e si schiera al fianco di Kessie, Bennacer e Castillejo e a supporto delle punte Leao e Ibrahimovic. Gotti risponde confermando il 3-5-2 ma soprattutto la formazione che ha sconfitto il Sassuolo domenica scorsa, con Okaka e Lasagna a fare da punte di diamante dello scacchiere bianconero. Non ci mette molto la partita a prendere quota: dopo soli sei minuti infatti, l’Udinese, alla prima, vera fiammata, passa in vantaggio sfruttando un’uscita a vuoto fuori area di Donnarumma che si scontra con Lasagna lasciando la porta vuota; occasione sfruttata appieno da Stryger Larsen che da posizione defilata insacca il pallone con un destro dolce e assai preciso. L’1-0 affossa l’entusiasmo rossonero e al tempo stesso infonde fiducia nei friulani che giocano con grande fluidità, vincendo la sfida soprattutto a centrocampo. Una superiorità territoriale che porta ad una seconda, nitida occasione al 15°, quando Sema serve con un cross invitante Lasagna che dal centro dell’area non inquadra la porta milanista per un soffio. La reazione rossonera è affidata ad un pimpante Leao che a più riprese cerca di rendersi pericoloso con la sua bruciante velocità sulla fascia: al 23° il portoghese si guadagna un angolo – il Milan recrimina anche un rigore per un tocco di mano di Troost Ekong giudicato involontario dal VAR – sui cui sviluppi lui stesso tenta la conclusione a rete di testa. Come in quest’ultimo caso le sue opportunità migliori il Milan le ha su calcio da fermo: al 27° ci prova infatti anche Kjaer che sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Castillejo spedisce il pallone alto sulla traversa avversaria. Al 32° invece, da un tiro errato di Theo Hernandez nasce una nuova occasione rossonera non sfruttata da Castillejo che dà poca forza al pallone. Il terzino francese prova a rendersi utile anche tre minuti più tardi servendo con un buon cross Ibrahimovic che conquista però soltanto un corner. Lo svedese pur senza brillare è indomabile e cerca di approfittare della crescente pressione rossonera ritentando la fortuna al 41° con un colpo di testa che però si rivela tutt’altro che pericoloso per Musso. Al 44° si rivede anche Leao che dal centro dell’area tenta la conclusione di potenza ma trova la pronta risposta di Nuytinck. Ultimo, timido sussulto di un primo tempo che si chiude sull’1-0 per gli ospiti.

Pioli all’intervallo mischia le carte togliendo un Bonaventura apparso un po’ abulico nel primo tempo e inserendo Ante Rebic, reduce dalla buona prestazione in Coppa Italia. La mossa si rivela azzeccata perché, dopo aver rischiato di subire il 2-0 al 46° per opera di Lasagna, che di sinistro obbliga Donnarumma agli straordinari, il Milan trova il pari al 47° proprio grazie al croato che su suggerimento di Conti, abile a giocare di sponda con lo stesso Leao, trafigge Musso con un tiro di piatto da centro area. L’Udinese incassa ma non resta a guardare e in pochi minuti sfiora a più riprese il raddoppio con le conclusioni di Lasagna e Okaka che obbligano Donnarumma ad un’altra serie di parate ad altissimo coefficiente di difficoltà che di fatto rendono meno amaro l’errore del numero 99 rossonero ad inizio partita. Con pazienza il Milan lascia passare l’ennesima mareggiata bianconera e si affida alle ripartenze per fare male: da una di esse, al 64° nasce l’occasione di Leao che da buona posizione, su suggerimento di Castillejo, non indirizza bene il pallone favorendo la respinta di Musso. Il portoghese ex Lille è come Rebic nel vivo del gioco milanista e al 67° prova a servire con un traversone invitante Ibrahimovic che però non trova la via del gol. Il 2-1 milanista è comunque nell’aria e arriva al 71° grazie ad uno strepitoso sinistro al volo di Theo Hernandez che sugli sviluppi di un corner fa esplodere la gioia di San Siro e firma la sua sesta rete stagionale. L’Udinese accusa leggermente la stanchezza ma sa rendersi comunque pericolosa con Okaka, Mandragora e Lasagna che però non trovano la deviazione vincente imbeccati da De Paul. Pioli decide allora di coprirsi maggiormente inserendo Krunic al posto di un più che positivo Castillejo. Pur con una formazione sulla carta più accorta difensivamente, il Milan non rinuncia ad essere propositivo e all’84° arriva ad un passo dal tris con Ibrahimovic che, servito in verticale da Leao, calcia il pallone alto sopra la traversa della porta bianconera. Anche in questo caso allora l’antico adagio “gol sbagliato, gol subito” si rivela azzeccato: sul ribaltamento di fronte, all’85°, infatti Lasagna sfrutta al massimo un cross di Stryger Larsen e di testa trova il 2-2 punendo un errore in copertura di Conti. Non è finita qui però perché al 93°, al culmine dell’ultimo assalto rossonero, Ante Rebic mette la ciliegina sulla sua domenica perfetta trafiggendo Musso con un preciso diagonale di sinistro dopo aver raccolto il suggerimento di Ibrahimovic e mandato a vuoto Becao con una finta. E’ questo il punto esclamativo sul pesantissimo successo milanista.