Juventus� Alvaro Morata jubilates after scoring the goal (1-0) during the italian Serie A soccer match Juventus FC vs Spezia Calcio at the Allianz stadium in Turin, Italy, 3 March 2021 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Juventus� Alvaro Morata jubilates after scoring the goal (1-0) during the italian Serie A soccer match Juventus FC vs Spezia Calcio at the Allianz stadium in Turin, Italy, 3 March 2021 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Torino, 2 marzo 2021 - Morata e Bernardeschi. Sono i cambi - quelli che erano mancati a Verona - a dare il là alla svolta nella gara contro lo Spezia, piena di difficoltà per la Juventus. La Signora torna alla vittoria, imponendosi per 3-0, ma che fatica. Almeno fino al 60', quando Pirlo decide di lanciare nella mischia il rientrante Morata e Bernardeschi. I due ci mettono pochi secondi per confezionare il vantaggio, firmato dallo spagnolo. Poi il raddoppio di Chiesa, nato da un'altra giocata del Federico con il 33 sulle spalle. E nel finale c'è gloria anche per Ronaldo e per Szczesny, che para il rigore di Galabinov. Per Madama un successo di importanza capitale per riacquisire serenità e fiducia in vista dello scontro diretto di sabato con la Lazio e per ridurre le distanze dalle milanesi, in attesa dei risultati di domani e dopodomani. 

Out de Ligt

Pirlo deve rinunciare a de Ligt, che nel riscaldamento accusa il riacutizzarsi di una botta presa con il Verona. Il tecnico bianconero decide così di spostare Alex Sandro in mezzo, con Frabotta largo a sinistra. Per il resto è la solita formazione vista sabato scorso al Bentegodi, con le uniche novità rappresentate da Danilo e McKennie. Nello Spezia c'è Marchizza e non Bastoni sull'out mancino, così come a centrocampo viene scelto Leo Sena al posto di Ricci e in attacco Farias invece di Verde. Dopo il pareggio con l'Hellas - e sentendo le parole di Pirlo della vigilia - ci si aspetterebbe una Juve subito arrembante e invece è lo Spezia a partire decisamente meglio. Al 7' sono infatti gli ospiti a rendersi pericolosi con il tiro di Marchizza da buona posizione, ma fuori non di molto.

Primo tempo a due volti

La risposta dei piemontesi sta tutta nella conclusione sbilenca al 14' di Chiesa, comunque sempre fra i più attivi dei suoi. A fare la partita è la formazione ospite, che tiene bene il campo e costringe la Vecchia Signora sulla difensiva. Non che Szczesny corra chissà quali rischi, ma comunque impressiona vedere Madama chiusa nella propria metà campo dalla compagine ligure, che al 30' calcia nuovamente verso la porta avversaria con Marchizza, la cui conclusione è deviata in corner da Demiral. I ragazzi di Pirlo capiscono che devono alzare il ritmo e la pressione, ed è quello che fanno negli ultimi 10 minuti del primo tempo, quando salgono improvvisamente di colpi. Gli ospiti iniziano a sbagliare qualche passaggio di troppo a ridosso della propria area, ma per loro fortuna la Juve non ne approfitta. Juve che è sfortunata in occasione del palo interno colpito da Ronaldo al 42' da una delle sue mattonelle predilette. E così si va all'intervallo con il punteggio invariato. 

Uno due Morata-Chiesa

Dopo un'ottima chiusura di frazione, i locali sembrano spegnersi nuovamente in apertura di ripresa. E allora serve la scossa dalla panchina: dentro Bernardeschi e Morata. I cambi di Pirlo ci mettono un minuto per risultare decisivi: sul lancio di Alex Sandro, il numero 33 ex Fiorentina scappa via, alza la testa e serve l'accorrente Morata, che ha vita facile nel trafiggere Provedel. La rete viene annullata per una presunta posizione di fuorigioco di Bernardeschi, ma grazie all'ausilio del Var l'arbitro Sacchi inverte la decisione al 65'. Lo Spezia abbozza una reazione, ma al 71' viene nuovamente punito. Ancora Bernardeschi protagonista, ancora un cross nel mezzo, stavolta per Chiesa, che prima chiama Provedel al miracolo, poi lo castiga.

Tris CR7

I bianconeri potrebbero piazzare anche il tris, ma sulla punizione di Ronaldo è attento Provedel. Il finale di partita è di marca spezzina, con i viaggianti che cercano coraggiosamente di riaprire il match. Invece a segnare è proprio CR7, che al 89' manda i titoli di coda alla sfida. Prima del triplice fischio di Fabbri c'è ancora tempo per il rigore guadagnato da Giasy e calciato da Galabinov, che si fa ipnotizzare da Szczesny. 

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